giovedì 17 aprile 2008

Il voto agli immigrati


Fini e Berlusconi sono realmente intenzionati a inserire la variante immigrati nella politica italiana?
Credo proprio di no! Solo se fossero costretti da eventi complessi e contraddittori si deciderebbero ad aprire agli elettori di origine extra comunitaria.
Prevedere cosa capiterà è per ora impossibile, ma ci sarebbe un'ulteriore frammentazione del quadro politico italiano, con fattori di tensione e di instabilità, oltre a una suddivisione di carattere etnico dei voti: qualcuno andrebbe a destra, ma molti nuovi arrivarti voterebbero a sinistra, probabilmente.
Il pericolo reale invece sta nello spostamento all'estrema destra di una parte dell'opinione pubblica, intimorita: non basteranno le parole rassicuranti di Casini, di Veltroni e di Bertinotti.
L'anima nera del Paese potrebbe uscire ancora?
In passato l'Italia e l'Europa hanno preso strade buie, con decisioni criminali e terrificanti, che tendiamo a dimenticare.
Non è vero che siamo così buoni: l'integrazione multietnica, con decine di nazionalità differenti è sicuramente complessa.
Non può bastare una legge elettorale per ottenere buoni risultati, specialmente se fa parte del gioco di qualche politico che vuole allargare le sue alleanze.
Nella scuola, nei quartieri, nelle piazze, nelle feste popolari devono esserci tanti colori multinazionali, armonizzati tra loro, senza odi e rancori: allora tutto sarà facile, altrimenti ci saranno guai e tanti.

lunedì 31 marzo 2008

Paure e timori di inizio secolo



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La delusione in questo inizio di secolo nuovo è grande, è tanta: si torna a parlare di lavoro a basso costo e precario, di enormi problemi ambientali e di impoverimento pure del nostro Paese.
La sicurezza dei cittadini è peggiorata, nelle periferie, mentre l’opinione pubblica sceglie sempre più posizioni di chiusura, talvolta pure razziste, verso gli extracomunitari, sempre più visti come nemici nelle sobborghi delle città.
La guerra tra poveri è già iniziata, nonostante le tante parole versate e i buoni propositi.
Da troppo tempo ci si scorda che il benessere è in mano a una minoranza degli abitanti del pianeta: il 10% detiene l’85% delle ricchezze sulla terra, mentre un 2% si stringe un 50% della ricchezza prodotta.
Una situazione di ingiustizia tale non si è mai vista e una suddivisione dei beni prodotti è improbabile nel prossimo futuro.
Una delle cause del malessere è appunto questo; quei 600 milioni, che paiono ricchi al resto dell’Umanità, sono assediati dai miserabili.
I propositi di giustizia sociale cadono nel nulla, quando si deve mettere mano al portafogli, quando ci si impegna nel sociale e negli aiuti, ma poi si vedono smarrire merci e danaro in cattive operazioni filantropiche.
Addirittura capita che il denaro raccolta serva solo ad arricchire qualche burocrate corrotto del Terzo Mondo e nullaltro.
Lavorare per sconfiggere la miseria sta anche nelle scelte coraggiose di ciascuno, con senso di responsabilità, moderazione nei consumi e abitudini sane, ambientali, con la disponibilità al soccorso degli ultimi.
Arduino Rossi

E' giusto boicottare le Olimpiadi per il Tibet?



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E' giusto boicottare le Olimpiadi per il Tibet?
Forse sarebbe stato meglio non arrivare alle Olimpiadi di Pechino, perché il regime della Repubblica Popolare Cinese, alias comunista, alias maoista, oggi è semplicemente una dittatura pura e semplice, dove vengono negati i principali elementi della democrazia.
E' piacevole vedere come l'Occidente, con le sue belle anime, si infervori per la lotta e la libertà di un popolo, ma si scordi di altre etnie che soffrono nello stesso modo, se non in modi peggiori.
Non voglio essere frainteso: il popolo tibetano ha diritto a essere libero, a essere democratico, con regolari elezioni, a professare la sua fede come meglio preferisce.
Il problema sta in questa politica estera europea che pare schizofrenica, nella fase più grave di questa malattia, quando l'Io del malato si frantuma e si spezzetta in tante piccole personalità, in contraddizione tra loro: la Francia è uno dei partner commerciali più importanti della Cina, per fare un esempio.
Oggi abbiamo dei nuovi cattivi all'estero, forse per nascondere magagne interne, tutte europee: non sappiamo come reagire alla concorrenza leale e sleale dei cinesi, così non li amiamo.
Il Tibet intanto può aspettare: non è istigando il nazionalismo cinese, da millenni molto forte, che si può dare ai poveri tibetani qualche conforto, se non un autentico aiuto.
Arduino Rossi

Magdi Allam è stato battezzato dal Papa, Benedetto XVI



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Magdi Allam è stato battezzato dal Papa, Benedetto XVI in Vaticano, durante la solenne cerimonia del Sabato Santo.
Scusate, ma sono convinto che sono solo affari suoi.
Se qualcuno mi chiedesse informazioni sulla mia vita personale io potrei fornirle, ma solo se lo desidero, grazie alla protezione che la legge sulla privacy mi dà.
E' chiaro che essere cristiano o non essere cristiano dovrebbe essere notato immediatamente, come il colore dei capelli, dopo appena pochi minuti di dialogo, o dopo poche righe scritte.
Lo Stato invece dovrebbe essere laico, ovvero aconfessionale: dovrebbe assicurare a tutti di professare la religione che preferisce, di cambiarla se lo desidera, punendo penalmente, con il carcere, chi ostacola tutto ciò.
Se uno vuol farsi buddista, ebreo, o induista, in questo ultimo caso dopo un bel bagno nell'acqua del sacro fiume Gange, sono solo affari suoi: io posso solo dire che non lo farei, ma non lo posso ingiuriare né accusarlo di tradimento.
La differenza tra uno Stato moderno e uno teocratico sta appunto in questo: nella libertà che concede ai suoi cittadini.
Magdi Allam voleva farsi chiamare Cristiano?
E' tanto meglio o tanto peggio per lui.
Voleva un bello spettacolo in San Pietro, davanti alle telecamere di mezzo mondo?
Sono sempre affari suoi.
E' un cattivo perché è simpatizzante degli israeliani?
Sarebbe stato qualcosa di peggio se fosse stato un nemico dei giudei.
Arduino Rossi

Il battesimo di Magdi Allam



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Il battesimo di Magdi Allam è stato criticato, minacciato non solo dai soliti fanatici idioti, dai soliti esaltati senza cervello, capaci solo di voler sgozzare capretti, ma se potessero pure tagliar la gola agli infedeli.
Anche i mussulmani cosiddetti moderati sono scesi in campo, l'apostasia è un peccato inaccettabile per loro: purtroppo non si rendono conto che nell'era delle telecomunicazioni, di Internet, lo scontro, prima di essere una faccenda militare è una questione di confronto di idee.
Quindi chi teme l'apostasia non capisce ciò che rischia: verrà travolto da molte e moltissime scelte libere, quindi da tradimenti, se così si possono chiamare, è solo una questione di tempo.
Nulla di grave in se stesso, è tutto normale, ma è tragica la posizione dei laicisti nostrani ed europei: i poveretti si sono scordati della scelta privata della religione, che era una delle loro massime.
O meglio la questione religiosa, per i laici autentici, è una faccenda personale, da vivere in casa e tra i parenti: il nostro vicedirettore del Corriere della Sera ha fatto la sua scelta.
Forse sarebbe stato meglio vederlo in una sagrestia, tra pochi amici, mentre riceveva l'acqua sulla testa, ma era una sua scelta personale.
E' pazzesco che i nostri poveretti si siano scandalizzati perché uno si è fatto cristiano.
Ognuno ha il diritto di fare e di dire ciò che gli pare, basta rispettare la libertà dell'altro: Magdi Allam ha fatto ciò che gli pareva e niente di più.
Hai laici cosa importa?
Forse esiste una religione dogmatica e antiquata che impone regole per i senza Dio?
Magdi Allam poteva fare gli affari suoi e cambiare fede senza scandalizzare i grandi sacerdoti della fede senza fedi?
E' un peccato che qualcuno parli senza accorgersi di cadere in contraddizione con ciò che ha detto prima: povera sinistra storica e dogmatica, una risata ti seppellirà.
Arduino Rossi

A destra si strilla che il leader del PD li sta copiando, ridendo e maledicendo.



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Facendo la somma delle proposte prelettorali di tutti i leader, se ben mi ricordo, avremo case ai giovani e ai disoccupati, con un sussidio di mille euro al mese: quasi quasi conviene licenziarsi per stare meglio.
I pensionati potranno andare in vacanza, grazie agli aumenti, in qualche isola tropicale, a scaldarsi le ossa stanche, dopo una vita di lavoro.
I giovani avranno posti fissi, tanto sognati e mai trovati, così da poter stare a casa dal lavoro e mettersi in malattia quando avranno l'influenza e altri guai fisici che colpiscono noi mortali.
Sì, mi pare di vedere già l'Italia del dopo elezioni: con gente saltellante per la gioia nelle strade, con i politici stimati e benedetti da tutti.
Mi scordavo un particolare, ma temo che se lo siano dimenticato pure Veltroni e Berlusconi.
Dove trovano i soldi per far tutto questo?
La crescita economica per il 2008 sarà solo, se tutto andrà bene, dello 0,5% sul PIL: è una miseria che solo nei periodo di guerra si aveva in Italia, negli ultimi cento anni.
Abbiamo ancora un bel 104% sul PIL di debito da pagare e si fa sempre fatica a contenere la spesa pubblica, gli interessi: negli uffici pubblici si contano i fogli di carta che si danno agli impiegati per scrivere.
Nelle scuole non ci sono materiali didattici, la spesa per la salute cresce sempre più: le Regioni hanno bilanci in rosso da bancarotta per non dover chiudere ospedali e ambulatori.
Arduino Rossi

Rave party e i fiumi di droga spaventano.



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Scusate, ma sono storie già viste e pure i finali sono già scritti: una minoranza di questi ragazzi si perderà, mentre la maggioranza continuerà con qualche mal di testa, a lavorare a studiare, si diplomerà, si laureerà e si rifarà una vita.
Ricorderà spesso con vergogna, qualche volta con nostalgia, quel periodo turbolento della sua esistenza, ma non rifarebbe più certe esperienze, che invece toccheranno ai figli, forse.
Dai giovani ribelli spesso escono maturi conservatori, invece tra i "perduti" qualcuno entrerà in comunità e ritornerà con un mestiere e una nuova vita, altri non ce la faranno e moriranno prima dei 40 anni, dopo lunghe tribolazioni.
Pure le polemiche sono antiquate: ci sono gli amici dei giovani, quelli che li capiscono, magari per un voto in più.
Gli amici dei genitori invece parlano con determinazione e coraggio, ma non faranno molto contro il ribellismo di questi adolescenti mai diventati adulti.
Pure io ebbi dei compagni di giochi che entrarono in giri brutti, prima come ribelli, poi come morti viventi della tossicodipendenza, in fine come morti e sepolti.
Perché uno dice no alla droga?
Perché le esperienze dei giovani sono diverse e qualcuno evita certi abusi?
I ragazzi che si salvarono allora avevano un ideale, magari sbagliato, ma lo avevano.
Credevano in qualcosa, in Dio, o altro.
Arduino Rossi