martedì 28 ottobre 2008

Ai soliti puristi della razza Obama non è simpatico


(Elezioni negli Stati Uniti 4 Novembre 2008 Presidente degli Stati Uniti d'America USA Vice presidente)

Qualcuno vuole Barak Obama morto: sono i neonazisti statunitensi, gli skinheads volevano assassinarlo con altre personalità nere del Tennessee.
Sono stati gli agenti federali a scoprire il complotto contro il candidato democratico: questi tentativi criminali sono qualcosa di prevedibile, purtroppo, perché, per certe menti, un presidente nero è un segno che preannuncia la fine del mondo.
Il colore della pelle è solo una “questione estetica”: ciò che conta sono i pensieri, che non hanno colore e neppure un'appartenenza razziale.
Il nostro Obama sarà forse presidente: le elezioni diranno se McCain è riuscito a recuperare sugli indecisi oppure dovrà consegnare la Casa Bianca a un nero, proprio lui, che è un pronipote di proprietari di schiavi.
Sarebbe certamente bello immaginare l'uomo più potente del mondo un nero, così da mostrare a tutto il mondo che il merito vale più dell'appartenenza a questo gruppo o all'altro di potere, a questa o quella famiglia, o a quella pura etnia bianca.
Chiunque potrebbe diventare presidente, in un Paese democratico, si diceva tempo fa.
Obama sarà migliore di Bush?
Chi vivrà vedrà.
Ora le culture razziste subiranno una grande sconfitta, per secoli i popoli dell'Europa, ma pure altre etnie, si sentirono superiori ai neri: li resero schiavi, li dominarono, costringendoli a lavori umili.
Sì, un presidente nero alla Casa Bianca è proprio la morte per tutte le idiozie dei cultori delle razze superiori, o presunte tali.
Se non sono riusciti questa volta ad ucciderlo, ci riproveranno in futuro: l’imbecillità criminale non si arrende facilmente.
Il razzismo ebbe origine forse, oltre da teorie di estrema destra consolidate negli anni Trenta del secolo scorso, pure da versioni degenere della teoria di Darwin: il darvinismo o meglio i darwinismi fecero da piedistallo a molti discorsi pericolosi, criminali, del Novecento.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con il grande scienziato inglese, ma la selezione della specie, il più forte che sopprime il più debole (in realtà Darwin parla di adattamento all'ambiente e non di forza), fu usato come base per creare ideologie razziali insensate.
L'adattamento all'ambiente non segue i nostri parametri: non si parla di superiore e inferiore, ma di capacità di adattamento o meno, con conseguenze strane, come per i casi di specie inferiori per intelligenza, ma superiori per resistenza, come gli scarafaggi.
Sarebbero loro gli esseri dominanti in caso di olocausto nucleare, ma è difficile considerarli superiori a tutti i mammiferi, agli uccelli, pure ai rettili che si estinguerebbero, perché non adatti all’ambiente radioattivo.

Ora un presidente nero pare proprio una bella notizia: a sinistra si esulta, ma a destra, in Italia, dicono che Obama ha copiato, nel suo programma certe idee del programma del nostro e nostrano centro destra.
Si sa che noi italiani ci piace salire sul carro del vincitore, qualsiasi vincitore sia: si può dire che ci piace vincere sempre e a tutti i costi.
Ora Obama, salvo mutamenti di rotta negli ultimi giorni, ha già molti estimatori in Italia: viene tirato per la giacca e presentato come loro amico.
Non temano chi si aspetta cose strane, nuove: il colore della pelle è scuro, ma non ci saranno scelte sconvolgenti.
Obama non metterà in subbuglio l’ideologia degli interventi militari e di caccia ai terroristi: ci saranno più sussidi per i poveri negli USA, qualche assegno familiare, ma questa è una questione interna.
Forse in tanti resteranno delusi, io mi metto già tra costoro: il colore della pelle non conta: siamo tutti esseri umani, nel bene e nel male.
Arduino Rossi

lunedì 27 ottobre 2008

In quanti furono a manifestare a Roma?


(manifestazione circo massimo Roma Veltroni Berlusconi Pd Idv Pdl)

Furono 2.500.000 o solo 200.000 i manifestanti che scesero in piazza a Roma, contro il governo Berlusconi?
Il presidente del consiglio prende le distanze ed accusa: ''Non sono riuscito a vedere le immagini della manifestazione. Ho sentito solo le dichiarazioni della Questura di Roma e non posso che dire, come hanno già detto altri, che questa e' la sinistra delle frottole, delle invettive, delle calunnie.”
Dall'altra parte Veltroni è convinto della sua vittoria, almeno per il numero degli scontenti in strada: ''Il governo farebbe bene ad ascoltare la voce della società italiana.”
Che in Italia la matematica non piaccia è risaputo, ma non riuscire a stabile quanti siano, indicativamente, i partecipante a una manifestazione è veramente incredibile: si vede che non si vuole usare i metodi statistici, scientifici, quasi indiscutibili e si preferiscono quelli della politica.
Chi sarà il bugiardo?
E' una questione di fede, politica ovviamente.
Per Veltroni questa era una sua prova personale, un successo necessario per mantenere il suo posto di Segretario del Partito: c'erano dei dubbi e delle discussioni che criticavano il modo di fare opposizione di Veltroni.
Solo una grandissima risposta, un'enorme manifestazione avrebbe ridato una spinta alle scelte del delfino di Prodi.
Un successo il segretario del PD lo ha ottenuto: ci sono i primi segni di riappacificazione tra il PD e l'Idv.
Antonio Di Pietro ha spento un po' le polemiche: “Non ho nulla da rimproverare a Veltroni.”
Inoltre il malcontento sta avanzando in certe categorie sociali: gli insegnanti, i pubblici dipendenti si stanno organizzando in scioperi, ma il resto del Paese pare indifferente ai dibattiti politici.
C'è pure un po' di incoscienza, convinti che la crisi finanziaria non ci riguarda: la Borsa è lontana dagli italiani, tranne per i pochi sfortunati che ci hanno creduto sino a ieri.
Qualcuno vede dei vantaggi, con il calo della benzina, la crisi delle fabbriche e della produzione è ancora lontano: si parla, nell'opposizione, che bisogna aiutare la borsa della spesa e non la Borsa delle azioni.
Questa demagogia, un po' facile, non cerca di capire che tutto è collegato e non è vero che i guai degli altri non ci riguardano: esiste in questo mondo uniformato, una strana catena, non proprio quella di Sant'Antonio, ma che porta bene o male, a secondo dei casi e degli eventi.
Il capitalismo finanziario è l'unico sistema che abbiamo, bello o brutto e non è stato sostituito da nulla: ora bisogna curarlo, ma è molto difficile.
Posso essere cattivo con una domanda?
I nostri politici hanno capito cosa sta capitando?
La crisi del 1929, quella paragonata a questa per importanza e gravità, sconvolse il pianeta, non ancora globalizzata: da quella situazione il mondo mutò e lo fece in peggio.
Le banche sono da salvare, ma bisogna pure riempire le borse delle spese, altrimenti la gente avrà fame di cose necessarie e non necessarie: allora diventerà cattiva e i potenti, per salvare le loro poltrone sotto i loro grossi sederi, cercheranno i soliti capri espiatori.
A chi toccherà questa volta?
Saranno ancora gli ebrei, gli zingari, i comunisti, i misteriosi speculatori che agiscono nell'ombra?
Quando la rabbia cresce cerca delle vittime: per ora tutto tace, ma, pur non volendo essere pessimista, il peggio non è ancora arrivato.
La maggioranza e le opposizioni avranno occasione per accapigliarsi, per dirsene di santa ragione: Veltroni e Di Pietro avranno la possibilità di far sentire le loro voci, organizzare la rabbia popolare in movimenti, ma forse sarà meglio agire senza essere sempre in campagna elettorale.
E' un lusso che non ci possiamo permettere: non pretendo parole dolci, d'amore, ma questi continui insulti tra le parti e questa mancanza di lealtà e un minimo di oggettività fanno solo male.
Veltroni ha adunato milione di oppositori arrabbiati contro il governo?
Erano in pochi e isolati dal Paese, tutto compatto con Silvio?
Invece i dubbi che i signori politici siano adeguati e non si rendano conto cosa stia capitando preoccupa: Berluscono sta già accusando gli speculatori, che danneggiano l'economia reale.
E' come accusare le talpe di scavare gallerie, le tarme di mangiare il legno: fanno il loro “mestiere”, mentre i politici devono pure loro agire, con anti-tarme se è necessario, prima che il tetto crolli sulle nostre teste.
Arduino Rossi

venerdì 24 ottobre 2008

Pio XII diventerà Beato? Pio XII Santo, Israele e politica estera

(Pio XII Madrid - papa vaticano Pio XII - Santo, Israele e politica estera)

In Israele il Papa del tempo dell'olocausto non piace proprio: Pio XII governò la Chiesa Cattolica dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale sino agli anni bui dell'inizio della guerra fredda.
Il postulatore della causa di beatificazione di questo Papa molto discusso, padre Molinari non ci sta e risponde con determinazione contro il ministro israeliano per le Questioni sociali, Yitzhak Herzog: "Queste affermazioni sono un'ingerenza su un affare interno della chiesa cattolica."
Cosa non va nel Pontefice di quel periodo?
Sicuramente il suo silenzio, per quanto riguarda la Shoah, non piace a una certa storiografia, inoltre è pure odiato per la sua ostilità al comunismo: fu il Papa della scomunica agli elettori comunisti, che fu tra le principali cause della sconfitta elettorale social comunista nel 1948.
Per spiegare la posizione di Pio XII bisogna capire il periodo: c'erano due forze politiche che dominavano il mondo, il comunismo di Stalin e il nazismo in Germania.
I nazionalismi esasperati, lo scontro tra ideologie, gli odi razziali, favorirono il sorgere di conflitti epocali, tra nazioni, coinvolgendo interi continenti.
La Chiesa Cattolica allora, come oggi, era continuamente minacciata, attaccata, accusata: rischiava da destra e da sinistra, le comunità cristiane furono perseguitate da entrambi i fronti.
In questa ottica che si può capire la politica, definiamola pure, troppo prudente di Pio XII.
Non denunciò la Shoah, ma permise ai conventi e all'interno dello stesso Stato Vaticano, di assicurare un rifugio a tutti i perseguitati, anche ai comunisti, agli anticattolici, agli ebrei, seguendo lo spirito cristiano: per questo motivo tanti religiosi e religiose pagarono, furono deportati nei campi di sterminio nazisti.
Ora giudicare con il senno del poi tutto questo pare alquanto strano, se non incomprensibile.
Infatti il problema non riguarda solo il Pontefice e se sarà o non sarà Beato: sicuramente le dichiarazioni del ministro israeliano paiono quantomeno inopportune, lesive della libertà religiosa della Chiesa Cattolica.
Per spiegare l'antisemitismo e cercare di capire quali siano le responsabilità in ambito cristiano e cattolico occorrerebbe troppo tempo: gli ebrei furono rinchiusi per secoli nei ghetti, furono chiamati Giudei, non perché appartenenti alla tribù di Giuda, ma per ricordare Giuda Iscariota, il traditore di Gesù.
Sì, di odio contro gli ebrei ne è stato seminato tanto per secoli, ma Pio XII forse non fu responsabile di questo, o sicuramente non fu il Pontefice che favorì tanto astio.
Lo scontro e le incomprensioni hanno origini antiche, ma certamente si legano a situazioni attuali: anche oggi come al tempo di Pio XII ci sono poteri, nazionalismi, religioni che si scontrano.
Ancora una volta i cristiani, i cattolici, sono tra i due fronti, odiati da entrambi.
Benedetto XVI deve mantenere buoni rapporti con l'Islam, anche quello radicale, con gli Stati islamici, per difendere le minoranze cristiani presenti, che soffrono persecuzioni ed emarginazione.
Inoltre c'è una realtà laica, legata pure ad alcuni gruppi finanziari, all'influenza degli ebrei americani, che vorrebbero la Chiesa spostata con chiarezza contro l'Islam, senza dialogare con i "nemici", tra cui la repubblica iraniana, la Siria e altri Stati canaglia o quasi.
Qualcuno sostiene che le campagne mediatiche contro il Vaticano, come quelle dei preti pedofili, siano organizzate e amplificate da questi poteri forti, da queste "associazioni" economiche, finanziarie e nazionali.
Se sia vero non si sa, ma qualche sospetto esiste, almeno tra coloro che non si fanno prendere dall'emozione, ma preferiscono la ragione, il ragionamento, la razionalità.
Quindi di interferenze si può parlare senza remore.
Si usa Pio XII, con le solite ricostruzioni storiche di parte, poco attente ai fatti, agli avvenimenti, al periodo storico in questione, per riproporre vecchie teorie accusatorie, al fine di ottenere dei vantaggi: mutare la politica estera del Vaticano a proprio favore.
Si può dire che la storia si ripete.
Arduino Rossi

Barack Obama sorpassa John McCain.

(obama maccan - obama tax plan -obama muslim -obama vs maccan elezioni del presidente degli Stati Uniti d'America USA)


Barack Obama sorpassa John McCain.

Quanto sta costando a McCain la politica economica di Bush?
Forse perderà le elezioni e sarà pure una brutta sconfitta, se i sondaggi saranno confermati: secondo Zogby, Obama ha 10 punti percentuali sul suo rivale.
Ora vanta un bellissimo 52% contro un povero 42% di McCain: si vede che il ceto medio americano, sempre più in difficoltà, non si fida più di una politica che ha causato tanti danni.
Mancano 13 giorni all'Election Day: nulla è escluso, ma Obama ha guadagnato l'1,3% in un giorno e McCain ha perso lo 0,4%.
Forse i dubbiosi si stanno schierando con il probabile primo presidente di colore alla Casa Bianca.
Si vuole cambiare finalmente linea politica?
Quali sono gli errori di Bush?
Gli interventi militari a caccia di terroristi in tutto il mondo, tranne dove forse si doveva intervenire, hanno favorito la crescita del prezzo del petrolio, ma soprattutto il mancato controllo sul comportamento di certe banche, che non avevano scrupoli di favorire mutui facili, hanno spinto fino all'assurdo la speculazione sugli immobili, sino a far scoppiare la bolla.
Così la garanzia dei prestiti si svalutava, i tassi crescevano e resero impossibile il pagamento delle rate per troppa gente: gli immobili non valevano più il capitale prestato e le banche, come si sa, si trovarono in grave difficoltà.
Il controllo sulle attività spericolate, al limite dell'onestà, almeno quella morale se non legale, è completamente mancato: una cultura economica, fatta tutta di guadagni facili, è terminato male.
Avremo milioni di disoccupati in tutto il mondo, recessione, povertà in aumento.
Ci sarà finalmente una nuova guida e una nuova filosofia al potere negli Stati Uniti?
L'ultima super potenza rimasta è l'unica che può decidere delle sorti economiche del pianeta?
In questo momento storico sicuramente sì, non solo per il peso finanziario del gigante americano, ma per la presenza di capitale di origine statunitense in tutto il mondo, in particolare in Asia: il denaro che circola in ogni luogo, accettato in quasi tutto il pianeta, è sempre il dollaro.
C'è tutta una cultura e un'ideologia che sta alle spalle della speranza di un presidente di origine africana: c'è un vecchio tipo di populismo, di canti e di retoriche attorno al popolo degli ex-schiavi, pronti a mutare, sovvertire l'ordine dei bianchi conservatori, se non reazionari.
Inoltre Obama ha pure un padre emigrante africano, di fede islamica, da qui tante strane ipotesi sul personaggio.
In verità il colore della pelle e l'origine etnica non significano nulla: si può essere conservatori o progressisti, a secondo dei casi, delle situazioni, delle convenienze.
Un mutamento della politica economica del nuovo presidente, si spera, darà fiato alla finanza statunitense e mondiale, ma per la politica estera le scelte coraggiose, i cambiamenti di rotta, saranno più lenti.
L'interventismo militare probabilmente non cesserà, restando incomprensibile il senso e la strategia di tutto ciò: le giustificazioni ufficiali non sono sufficienti a chiarire un tale dispiego di uomini e di mezzi.
Vedremo se Obama, se vincerà le elezioni, avrà il coraggio di scelte nuove.
Avremo meno navi da guerra nei mari, meno soldati a caccia di fanatici pronti a farsi esplodere con cinture imbottite di esplosivo?
Vedremo se saprà usare altre strategie e più determinazione per imporre i valori democratici: non più cannoni per esportare la democrazia, ma il peso dei dollari americani, oppure semplicemente l'uso ancora più accorto degli strumenti di diffusione del pensiero, come le televisioni, le radio e in particolare internet.
Quindi meno bombe "intelligenti" e più dialoghi, parole, scelte pratiche e propaganda, per favorire la libertà di pensiero in tutto il mondo.
Forse è proprio questo che temano i potenti della terra e in conseguenza questa strategia non sostituirà quella della guerra, delle conquiste, del controllo del territorio con i bombardieri.
Arduino Rossi

Fiumi di alcool scorrono in Italia.

(Alcool alcol alcolismo alcolisti acolista alcoliste alcolizzati alolizzato alcolizzata)


Nove milioni di italiani rischiano per l'alcool: si inizia verso gli 11 anni, un ragazzo su 5, tra gli 11 e i 15, abusa dell'alcool.
E' un'abitudine nordica, dei Paesi del Nord Europa, che sta prendendo piede anche da noi: il bere tutto assieme, lontano dai pasti, il fine settimana, il “binge drinking”, il bere troppo è una moda diffusa ormai.
Dalla I Conferenza nazionale sull'alcool, organizzata dal ministero del Welfare, sono usciti dati allarmanti: 25% della mortalità dei giovani maschi è attribuibile a cause legate all'alcool, mentre pure per le ragazze la situazione è preoccupante con un 10% di mortalità.
La questione è pure molto grave tra gli anziani, con 3 milioni di bevitori eccessivi per chi ha più di 65 anni.
Ci sono 25.000 morti all'anno per l'alcool e sono decessi tutti evitabili.
Abbiamo un 50% di incidenti stradali provocati sempre dall'eccesso di alcool.
Sballo, divertimento, con abusi fa parte di un cultura, anzi di una sotto cultura molto diffusa: lottare contro luoghi comuni e scemenza allo stato puro è spesso difficile. Non è questione di fare prediche, neppure di essere puritani senza peccato.
Combattere la logica del “divertimento” che spinge a stordirsi con l'alcool significa esporsi allo scherno, ad accuse di vario genere, tra cui quelle di essere dei pedanti.
La fuga che l'alcool ti permette di fare dal mondo, dai problemi, dalle difficoltà piccole e grandi, da sempre affascina molte persone, in particolare maschi, ma ora il tabù rivolto al sesso femminile, che impediva di bere, perché tipico di donne indegne, di cattive femmine, ora sta cadendo.
Le casalinghe bevono, le donne sposate e separate o sole, talvolta bevono: per fortuna la maggioranza del sesso gentile prova ribrezzo per gli eccessi dell'alcool.
Ora questo bel Paese si trova con 9 milioni di individui che tendono ad alzare troppo il gomito: appartengono a tutti i ceti sociali, a tutte le categorie e non è solo un modo di essere tipico dei disoccupati, dei cassaintegrati, come si ritiene solitamente.
Ci sono pure imprenditori, donne eleganti, liberi professionisti, sino all'operaio comune.
La preoccupazione sta ora per i ragazzi, che iniziano in troppi già a 11 anni, in quella fase delicata, confusa che è la preadolescenza, periodo zeppo di gesti infantili, insensati, di ribellione agli obblighi degli adulti, tra cui quello di farsi una o più sbronze per dimostrare che possono fare tutto, che loro non temono nulla e sono superiori a tutti.
Un malessere profondo, una grande insoddisfazione sta alla base e dentro certi atteggiamenti da rivoltosi, in quella età strana.
Pare che ai nostri ragazzi abbiano rubato il futuro: questa generazione di adolescenti, per la prima volta dopo molti anni di crescita e benessere, hanno di fronte un avvenire incerto, precario.
Non sanno sognare e non sanno progettare, sfiduciati pure perché vedono spesso gli adulti in difficoltà, che affannano.
Infatti ambiscono tutti di fare i calciatori e le veline, a livello popolare, mentre per gli altri ci sono già pronti i lavori da ereditare dal papà.
Non stiamo lasciando ai nostri ragazzi un bel mondo in cui vivere: paure, angosce, devastazioni ambientali e non ultimo il brutto che avanza nelle città, nelle periferie, con discariche e fabbriche abbandonate.
Inoltre tra gli adulti c'è sempre più una fame insaziabile di denaro, che li spinge ad agire con ipocrisia e con ferocia con i suoi simili.
Questi soldi son sempre più rari, difficile da racimolare, sia nel mondo degli affari, sia per le difficoltà di entrare in qualsiasi professione: non bastano gli studi, neppure la buona volontà, è tutto difficile.
Così, se il mondo è cattivo, è meglio non vederlo, stordendosi con un po' di birra, con i liquori, magari scadenti, creando poi tanti problemi a se stessi e agli altri, anticipando la propria morte di anni.

Arduino Rossi

La guerra delle cifre per il pacchetto energia e clima dell'Ue al 2020.

(energie alternative pacchetto energia solare elettrica eolica nucleare)


La guerra delle cifre per il pacchetto energia e clima dell'Ue al 2020.
Il famoso e famigerato pacchetto 20-20-20, che si può spiegare con una riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica (CO2) per il 2020, con un altro incremento del 20% dell'efficienza energetica, con un aumento del 20% dell'energia prodotta da fonti rinnovabile.
Il balletto delle cifre oscilla dall'otto al 27 miliardi di euro all'anno: per l'Unione Europea l'Italia dovrebbe investire in scelte ambientali dal 9,2 al 12,3 miliardi all'anno, mentre il ministro Prestigiacomo sostiene che il tutto è di 18,2 miliardi, che rappresenta un bel 1,14 % del Pil, contro lo 0,51% allo 0,66% del Pil delle previsioni europee.
Tutte questi investimenti porteranno delle ricadute sull'economia, tra cui una minore dipendenza dall'estero per le fonti energetiche, diminuzione della spesa petrolifera, con vantaggi tecnologici e occupazionali.
Lo svantaggio sarà tutto nei costi che l'industria e il sistema Paese dovranno assorbire in questi anni, che si prospettano di crisi.
Quindi queste cifre possono favorire una politica economica o un'altra decisione, a secondo del calcolo dei vantaggi, che saranno naturalmente maggiori su investimenti meno costosi.
Dall'Ue sono giunte risposte sorprese e da Roma invece c'è un po' di stizza: oltre al ministro Prestigiacomo pure il ministro Brunetta, forse forte della popolarità ottenuta sul campo per la battaglia combattuta contro i fannulloni, si è immischiato nella faccenda, pur non trattandosi di una questione tipica del suo dicastero.
Ora la Confindustria spinge per modificare questo “maledetto” pacchetto, tanto nocivo alle loro imprese, mentre tutta l'opposizione insorge per l'Europa e per l'ambiente: il clima cambia e tutti ce ne siamo accorti, ma pure la crisi avanza decisa e terribile.
Ora l'ambiente è un mio grande amore, un mio terribile timore, come per tutti i cittadini: ambiente, lavoro e crisi economica, criminalità e terrorismo sono questioni che non fanno dormire di notte molti, tranne pochi fortunati, o pochi incoscienti.
Di Pietro accusa sempre Silvio Berlusconi di fare i suoi interessi, infischiandosene dell'ambiente e della scuola, oltre delle difficoltà economiche degli italiani.
Ora il dilemma è tragico e ridicolo allo stesso tempo.
E' preferibile trovarsi il mare alle porte di Milano, con le palme sulle Alpi, o investire un po' di soldi nelle nuove tecnologie?
E' meglio acquistare immobili di prestigio, ultimi investimenti sicuri, oppure spendere in energia alternativa, rinnovabile?
La risposta da parte del cittadino medio, dell'imprenditore comune nazionale è prevedibile.
Siamo certi che sarà una scelta oculata, la migliore per il nostro futuro?
Avere i coccodrilli nel Tevere e nel lago di Garda sarà pure qualcosa di interessante: si eviteranno i viaggi all'estero, i safari fotografici in Africa, ma avremmo molti problemi, tra cui i cicloni, la desertificazione, quindi fame e sete, miseria e devastazioni.
Questo quadro così drammatico è probabile, anche se tra anni: ora è giusto trovare delle soluzioni intelligenti.
Rivediamoli pure questi conti e questi costi, forse si potrà ritardare di un anno scelte necessarie, ma non credo che potremo fare a meno di sviluppi differenziati delle fonti energetiche, dal risparmio allo sviluppo delle fonti rinnovabili: non scordiamoci che poi ci saranno delle riduzioni dei consumi.
Il petrolio e il gas naturale saranno sempre più costosi in futuro: non speriamo troppo nell'abbassamento attuale dei prezzi.
Io sono convinto che la questione è più di mentalità e di cultura imprenditoriale, che di spese e sprechi di capitali.
Rivediamo pure il metodo, ma rispettiamo queste priorità per il 2020: 20,20,20 sono numeri troppo importanti per il futuro dei nostri figli.

Arduino Rossi

sabato 18 ottobre 2008

Lettera ai compagni della CGIL

(compagni compagne compagnoni comunisti comunismo aindacati sidacalismo sindacalisti)


Da tempo osservo e sto attento alle “stranezze” della vostra politica sociale: sono sempre stato un vostro avversario, ma non da destra, come qualche cretino pensa, ma da sinistra, di una sinistra che non esiste più perché ....massacrata.
Ora fate la guerra al razzismo, che in Italia non esiste: siete convinti, come tutti i marziani, abitanti del pianeta rosso, che la nostra realtà sia quella del Sud degli Stati Uniti degli anni Trenta o degli anni Cinquanta: non ci sono croci bruciate ed incappucciati, ma solo tante persone che hanno paura.
E' in corso pure una guerra tra poveri: un certo tipo di capitalismo, quello straccione e negriero, ha fatto arrivare in Italia tanti disperati, per pagare di meno la manodopera, per abbassare le “pretese” salariali dei ceti più poveri nazionali.
Cosa fa il sindacato rosso che più rosso non si può?
Si mette, come al solito, a fare discorsi facili, buoni e tranquilli, che si immaginano in bocca a vecchi preti un po' rimbecilliti: le frasi che escono sono banali, retoriche, ripetute mille volte.
Quando questi poveri si scontrano cosa fa la Cgil e la sinistra tutta unita?
Non cerca di capire, ma spara sentenze.
Cosa sta avvenendo?
Negli anni settanta un manovale, un muratore guadagnava quanto un impiegato pubblico o di più, aveva la possibilità di battere i pugni e pretendere molto, senza essere strozzato.
Oggi tutti questi disperasti lo stanno mettendo alle corde e lui odia i disperati, molti odiano anche i sindacalisti, che stanno con gli ultimi arrivati, senza capire la loro situazione difficile.
Oggi non possono più avere nemmeno le case popolari, le figlie rischiano di essere stuprate dai soliti balordi stranieri, i figli fanno risse con questi nuovi arrivati.
Tutto questo è razzismo?
No, è la conseguenza di una politica sporca portata avanti da squallidi negrieri.
Ora i nostri poveracci nazionali sono accusati di essere razzisti e fascisti: se continuate a urlare al lupo, il lupo arriverà.
Per favore, basta con questa politica bieca, stupida, miope: scendete nelle strade e uscite dai vostri uffici da burocrati, aprite le vostre menti alla realtà attuale.
Buttate nella spazzatura le vecchie ideologie imparate a memoria, ridete sulla vostra retorica, altrimenti farete il gioco dei politicanti, ma di estrema destra.
State attenti.
Arduino Rossi