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Luna, la piccola di 4 anni picchiata e resa in fin di vita dal padre, davanti all'Altare della Patria, a Roma.
Sembra pure che si stesse separando dalla moglie e avesse perso il lavoro.
Ora non importa che tutto questo sia esattamente vero oppure no, non interessa: un fatto è certo, la negligenza degli adulti, che hanno permesso a un ammalato di badare una bambinetta, è stata pagata dalla piccola creatura.
Comunque il padre era una persona non in grado di gestire una bambina di quella età, che cerca in modo disperato un rapporto tenero da parte degli adulti, dei genitori, pure con i capricci.
In questa età i capricci sono una costante, specialmente se i bambini avvertono attorno a loro difficoltà e condizioni non adatte a una vita serena, con adulti disturbati, con problemi
Sì, adulti che non sanno fare il loro "mestiere" da genitore, capace di proteggere i bambini, di dare loro sicurezza.
Si vede che pure all'estero i giudici e gli assistenti sociali non sono sempre presenti, ma prima ancora quel sistema di protezione, quegli ammortizzatori, che sono formati da nonni, zii, parenti vari e amici, non c'erano, o erano carenti.
Si vede che non è la famiglia, come qualcuno sosteneva, la causa di tutti i mali: un tempo pareva che, perché certi fatti avvenivano dentro le mura domestiche, tutto fosse dovuto alla struttura sociale della famiglia, patriarcale, nucleare o nelle forme da oggi preferite.
Invece i bambini continuano a subire, a patire ogni tipo di violenza, anche quando la famiglia di fatto non esiste più.
Se era vero ciò che si affermava e spesso era applicato alla lettera con il detto "I panni sporchi si lavano in famiglia", è pure vero che, all'interno delle case tradizionali, un membro ammalato poteva essere isolato, pure curato.
Anzi solo le famiglie, quando funzionano, si dimostrano capaci di proteggere, salvare, aiutare, soccorrere, i loro componenti in difficoltà.
Arduino Rossi


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I napoletani sono razzisti?
Mi dispiace deludere i sostenitori di questa teoria facile e sciocca, ma è solo una guerra tra poveri: gli spazi e i soldi a Napoli sono pochi.
Ci sono poche case e costano parecchio: dare a tutti un'abitazione, un lavoro, o solo una vita accettabile, in molti quartieri di Napoli è difficile.
Gli extracomunitari in questione non avevano più casa perché un incendio, in via Trencia a Pianura, aveva distrutto un fatiscente edificio: per i duecento occupanti il comune ha cercato degli alloggi di fortuna, ma per gli extracomunitari sono sorti dei problemi.
Si sono alzate barricate, con cassonetti incendiati, per impedire l'arrivo degli extracomunitari, in parte in cerca di permesso di soggiorno, o di asilo politico.
Questa prima violenza ha aperto la strada, infelice e sconsiderata, all'occupazione del Duomo, dopo aver protestato a palazzo San Giorgio, sede del Comune di Napoli.
Così la catena della violenza ha portato a far cedere il comune di Napoli due volte.
Sarà questo il metodo per ottenere diritti?
Il principio è proprio infelice, perché è quello che apre a spiragli pericolosi: vince chi urla di più e chi provoca o minaccia di più.
E' grave in particolare questa idea: far credere che la legalità sia elastica e tutto sia lecito.
Volevo ricordare che i blocchi stradali sono illegali, che sono pure vietati le occupazioni dei luoghi di culto, di tutte le fedi, che è un reato (personalmente ritengo molto grave, ma poco punito dalle leggi nazionali) l'istigazione a delinquere: sostenere che è legittimo occupare case, chiese, moschee, templi indù, scuole, stazioni, strade pubbliche è grave.
Quasi mai questi "crimini", ripeto socialmente pericolosi,, sono perseguiti dai nostri giudici: probabilmente hanno altro da fare, ma sono certo che avremmo molti reati in meno se questa maledetta istigazione a delinquere fosse colpita con giusta severità.
E' ora di far conoscere il carcere a chi lancia il sasso e nasconde la mano.
Tornando alla faccenda di Napoli vorrei far notare che, se il Comune non avesse ceduto una prima volta alle prepotenze della piazza, non ci sarebbe stata la seconda
manifestazione violenta.
Arduino Rossi


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Quando c'era l'AirFrane non mi pare che qualche compagnia aerea si sia esposta in affermazioni cosi provocanti.
Si vede che contro la Francia non conviene arrischiarsi, mentre la povera Italia abbassa sempre la testa: non so se ci sia Paese al mondo come il nostro, che dà così tanta importanza alla stampa estera e all'opinione di questo o quello, rigorosamente straniero.
E' vero che in Italia non si rispetta il libero mercato?
Sì, ma sono i piccoli patiscono: sono artigiani, piccoli imprenditori, soprattutto i nuovi potenziali futuri imprenditori che sono ostacolati dalla burocrazia.
Oggi lo voglio dire senza remore: c'è tra certi burocrati una chiara volontà negativa, con lungaggini per impedire attività concorrenziali.
Non posso immaginare che una potenza come Ryanair possa essere maltratta, ostacolata, se non di più di quello che si fa ad ogni società, per le lungaggini delle pratiche burocratiche.
Ora il comportamento del governo italiano, di questa legislatura e pure di quella precedente, è simile negli intenti a tutti quelli del Mondo: forse da noi gli sprechi non hanno mai fine e ci dissanguano.
Quanto pesa per l'immagine dell'Italia una compagnia aerea efficiente e senza debiti?
L'immagine conta parecchio, come le strade pulite a Napoli, come il rispetto che meritiamo all'estero per i nostri costumi, i nostri gusti, le nostre tradizioni.
Arduino Rossi


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Di Pietro è sempre, con la mente, in piazza Navona, con Grillo e i grillini, che urlano, pare insultino a destra e a manca.
Invece Veltroni vorrebbe trattare con la maggioranza, ma ci sono un po' di contraddizioni.
Casini vorrebbe, ma non vorrebbe, tratta e fa un po' di opposizione, quanto basta per farsi sentire e differenziare dal PD.
Ora la partita politica è a 3 e il cattivo di turno è il nostro Di Pietro, che dalla sua ha il potente mezzo che si chiama Internet, con il blog di Beppe Grillo.
Ci sono tanti giovani con qualche esperienze informatiche e capaci di navigare su Internet, pronti a urlare e a differenziarsi da tutti gli "analfabeti informatici", sempre e solo affezionati alle televisioni pubbliche e private, alla carta stampata, quella che lascia talvolta l'inchiostro tipografico sulle dita.
Di Pietro lo dice apertamente: "Non mi pento, ripeto quello che ho detto due giorni fa."
Barroso invece pare abbia fatto pace con l'Italia: la faccenda delle impronte dei rom minorenni è rientrata, almeno in Europa: pure in Italia si dà meno importanza alle impronte, con qualche raccolta per protesta di impronte digitale da parte di associazioni filo partitiche e basta.
Si vede che l'estate fa il suo effetto e le spiagge sono zeppe.
Arduino Rossi


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Scusate se lo dico, ma se fossero vere le accuse, il Signor Ottaviano Del Turco, meriterebbe che lo lasciassero in quella cella a marcire, buttandogli via la chiave.
Un uomo cresciuto in una famiglia povera, con tanti fratelli, con le difficoltà che comporta questo, che ha visto i problemi dei lavoratori, magari per cercare di tirare la fine del mese, non può agire così.
Io spero che sia tutto falso, che le prove sgretolino sotto una verifica seria, che sia stato un inganno, una bufala, un granchio: definitelo come volete.
A sinistra c'è sconcerto e perplessità, ma si attende, a destra Silvio Berlusconi parla di teoremi e di riforma della giustizia: forse solo i fatti potranno dare certezze a tutti.
Ora la giustizia rapida riguarda i politici: deve togliere ogni dubbio e fare presto.
Sì, perdonatemi, io vivo sempre nel mondo dei sogni: non ho ancora smesso di sperare in un mondo dove i giusti vengono riconosciuti e i disonesti sono puniti.
Arduino Rossi


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Da tempo si accusa l'Occidente di essere affetto da due grandi mali culturali, che lo stanno portando al suicidio: il relativismo e il nikilismo.
Il secondo è quello spirito di rifiuto e autodistruttivo tipico di certi gruppi anarchici, che un tempo agivano in Europa e in partiolare nella Russia zarista alla fine del seoloXIX e all'inizio del XX secolo.
Il relativismo però ha un'origine particolare: è il negare i principi etici, morali, religiosi, del bello, del buono, del giusto, del vero, con i relativi anti valori contrapposti, per il trionfo di un solo principio, quello del conveniente.
Quindi l'unica morale dominante oggi, o più alla moda, quella che vince su tutto e su tutti è il conveniente, economiamente conveniente, ma pure socialmente, il comodo, il vantaggio immediato, che ha annullato tutti gli altri valori.
Il cinismo, che poi sta alla base del pensiero di ogni nikilista che si rispetti, tende a negare tutto, ma solo il vantaggio immediato può essere considerato "buono", tutto il resto non serve, è visto come ridicolo, è insensato, è da gettare nelle discarice della storia.
In Italia il trionfo del relativismo iniziò negli anni Ottanta, ma da tempo serpeggiava nella politica e nella società: ora il principio che bisogna avere tutto e subito, ad ogni costo, che nulla vale di più di un buon guadagno, compreso madre, padre, figli, mogli e amanti, sta alla base dell'agire di molti, dei "vincenti".
In molti temono la fine dell'Occidente in questo modo, ma in realtà c'è in gioco qualcosa di più: questo modo di agire non è solo vigliacco, ma pure criminale.
Se una persona, un milione di persone, un migliardo di persone sono in contrasto ai vantaggi immediati di costoro possono essere sacrificate: guai a trovarsi sulla strada dei triofatori, ti travolgeranno, ti umilieranno, ti uccideranno senza pietà, che non conoscono, perché retaggio del passato arcaico.
Sono dei nuovi nazisti?
Forse sono più simili agli amici dei criminali di tutti i tempi: quelli che guadagnarono con i traffici economici con Hitler e con Stalin, vendettero alcool e armi agli indiani, ai dittatori e ai mafiosi, ai terroristi e ai banditi di strada.
Arduino Rossi


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Un cabarettista e showman televisivo, ma pure un giornalista, lui si definiva un giornalaio, un provocatore e uno dei padri dell'antipolitica.
La sua creatura televisiva, "a bocca aperta", fu una delle prime trasmissioni con un forte carattere popolare, popolaresco: due gruppi di persone, con pareri opposti, dibattevano su argomenti vari, seri e meno seri.
Lui, Funari, faceva il mediatore.
Questo tipo di spettacolo, che qualcuno definì nazional-popolare, aprì la televisione ad altre esperienze di televisione fatta dalla gente per la gente.
Fu popolarissimo, tanto odiato da destra e da sinistra: quello di Funari non fu certamente un metodo di affrontare le questioni in modo "politicamente corretto".
Si scontrò con politici e con direttori di programmi televisivi: fu emarginato per anni, cercò di entrare in politica come indipendente, ma la sua natura, un po' originale e unica, gli impedì di aver fortuna, in tempi non maturi.
Si era ancora nell'epoca degli schieramenti ideologici, dei partiti e degli uomini politici potenti come signorotti della guerra.
Attaccò a destra e a sinistra, parlò bene di chi voleva lui, scavalcò gli schieramenti e per questo fu accusato di essere un istrione, un venditore di fumo, anzi simile agli imbonitori televisivi.
Fu così isolato e lasciato solo per anni: non riuscì a riconquistare la popolarità del massimo dei suoi successi, ma proseguì a combattere.
Arduino Rossi