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L'ultima trasmissione di Michele Santoro di "Anno Zero" è stata caratterizzata dalla diffusione dei discorsi di Beppe Grillo, causando polemiche e tentativi di censura.
La censura è sempre una brutta cosa, ma l'ipocrisia ancora di più: giustificare l'esclusione dalla televisione di Beppe Grillo, delle sue argomentazioni, per il linguaggio scurrile è veramente ridicolo.
Basterebbero i bit soliti, che si usano per cancellare e coprire discorsi indecenti di molte trasmissioni, per riproporre Beppe Grillo in televisione.
Scusate, ma io odio la censura, perché è un atto "criminale", perché è un comportamento stupido, perché le idee non possono essere fermate, bloccate, mai.
Invece criticare le opinioni altrui è giusto.
Sinceramente credo che l'ultima trasmissione di Michele Santoro (di quest'anno e di questa nuova legislatura probabilmente) fosse stata condotta in questo modo non casualmente: non poteva che essere di rottura.
Chi sa di essere scacciato, prima o poi, sbatte la porta prima che qualcuno lo butti fuori, magari a calci.
Si vede che è stato un uso di arma proibita proporre Beppe Grillo integrale e scatenato: è l'anti politico per eccellenza, è il nemico dell'ordine costituito in Rai e in Mediaset, è l'odiato abolizionista dell'Ordine dei Giornalisti.
Tutto questo è per affermare che tutti hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma che non tutte le idee sono una cosa buona, da "bere" come bicchieri d'acqua fresca.
Io resto sempre del parere che in molti, nel mondo della politica nazionale, nonostante il drammatico (per qualcuno) risultato elettorale, continuano a sottovalutare il potere di Internet: Beppe Grillo, ma lo stesso Michele Santoro, possono fare a meno di stampa nazionale, di televisioni, di radio.
Arduino Rossi


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Visco ha fatto pubblicare le liste dei contribuenti con gli imponibili e le tasse pagate.
Il Garante sulla privacy ha negato di essere stato avvisato e di non aver mai dato consensi per esporre alla pubblica conoscenza quanto quadagnano, ufficialmente, gli italiani.
La destra parla di vendetta postuma degli sconfitti dalle elezioni, Grillo avvisa dei rischi per i ricchi nazionali: sequestri di persona, pizzo per Mafia e Camorra sarebbero facilitati, oltre alle rapine nelle ville.
Visco invece ribatte che lo fanno in tutto il mondo civile (esporre nome e redditi di chi paga le tasse, non le rapine nelle ville), ma forse non si accorge che in italia la criminalità organizzata è molto aggressiva e veramente i rischi sono tanti per chi possiede qualcosa al sole.
Inoltre ho un altro dubbio, pur non essendo un esperto di normative e di regolamenti.
Credo che esista, oltre alla privacy, il segreto d'ufficio: se un semplice impiegato fa nomi e cognomi di contribuenti rischia seri provvedimenti disciplinari.
Invece questo segreto, a quanto pare, non vale per i grandi capi: si vede che loro si sentono protetti o superiori.
Sanno bene che difficilmente avranno noie serie: basterà qualche buon avvocato che farà insabbiare tutte le querele, tutti i provvedimenti che la magistratura prenderà contro questa iniziativa.
Alla fine pure io avrei voluto vedere i reddititi di qualche mio amico o di altri conoscenti ricchi e meno ricchi, restando tranquillo, perché di ricchezze non ne ho proprio, come la maggioranza degli italiani.
Pure i grillini si sono schierati a favore del provvedimento: i ricconi non sono mai simpatici, un po' per invidia, un po' per desiderio di giustizia sociale.
Avremmo scoperto che il tale, che non fa nulla, che si muove in ferrarino sempre e si alza alla 20 per andare a letto alle 8 di mattina, paga meno tasse di noi: ci saremmo infuriati non poco.
Arduino Rossi


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Il 25 aprile è appena passato, tra polemiche storiche e critiche che non vogliono calmarsi: per chi, come me, questa festa fu un tempo particolarmente sentita appare tutto triste e brutto.
La lotta per la liberazione fu presentata come splendida e senza macchie: non fu così.
Ci furono momenti tragici e orrendi: le vendette furono tante e qualche volta anche personali.
Quanti furono i fucilati dopo il 25 Aprile del 1945?
La storia non dà ancora numeri certi, ma furono parecchi, sicuramente meno di quelli dei ragazzi torturati ed uccisi dai nazisti e dai fascisti durante la Repubblica di Salò.
Sul piatto della bilancia a favore della lotta partigiana ci sono le esecuzioni di civili, la deportazione degli ebrei e degli oppositori innocenti, morti nei campi di sterminio.
Non fu tutta splendida questa liberazione, ma fu certamente necessaria, giusta e doverosa, anche con qualche errore ed eccesso.
Ora rivederla solo come qualcosa che appartiene al comunismo e solo al colore rosso è sbagliato, sia come verità storica sia come beneficio che tutte le forze politiche e sociali hanno ottenuto.
La sconfitta della dittatura e la nascita di una democrazia moderna ci ha arricchiti tutti, o quasi: se vogliamo essere cinici pure dal punto di vista economico.


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Il temuto conflitto all'interno delle fazioni islamiche prosegue, probabilmente foraggiato dalle armi che vengono dal caro petrolio, che a sua volta cerca scontri militari per favorire le speculazioni: le guerre sono sempre state legate a fattori economici.
Gli scopi erano il bottino dei saccheggi, le forniture militari, l'allargamento degli imperi per avere più schiavi, più tasse riscosse, più sudditi da arruolare negli eserciti.
Pare che gli sciiti si stanno buttando contro il mondo intero, con il nucleare in Iran, con le milizie nel sud del'Irak ed oggi con il Libano, che improvvisamente ritorna un campo di battaglia.
Chi sta spingendo tutto questo?
C'è una regia di cinici speculatori?
Chi scommette sul caro petrolio certamente ha tanti interessi in gioco e qualcuno tra loro potrebbe manovrare per questa escalation militare, economica, che potrebbe portare crisi su crisi, problemi e complicazioni.
Quello che manca in tutto questo è una politica estera per la pace da parte di tutto l'Occidente: non si capisce che vantaggio potrebbe avere l'Anato ad allargarsi sino alle porte della Russia.
Bisognerebbe trattare con i grandi Stati non Occidentali per trovare accordi per evitare conflitti ancora più rovinosi, così da ottenere il disarmo nucleare dell' Iran, per un po' di pace nelle zone di transito del Petrolio, come il Corno d'Africa, la Palestina.
Se si riuscisse a non vedere il gigante dell'Est come ai tempi della Guerra Fredda sarebbe un'ottima e intelligente evoluzione, per iniziare a stemperare le tensioni, a soffocare i rumori di guerra: è ancora nei confronti della Cina e della potenza nucleare russa che la diplomazia potrebbe fare miracoli.
Arduino Rossi


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Il temuto conflitto all'interno delle fazioni islamiche prosegue, probabilmente foraggiato dalle armi che vengono dal caro petrolio, che a sua volta cerca scontri militari per favorire le speculazioni: le guerre sono sempre state legate a fattori economici.
Gli scopi erano il bottino dei saccheggi, le forniture militari, l'allargamento degli imperi per avere più schiavi, più tasse riscosse, più sudditi da arruolare negli eserciti.
Pare che gli sciiti si stanno buttando contro il mondo intero, con il nucleare in Iran, con le milizie nel sud del'Irak ed oggi con il Libano, che improvvisamente ritorna un campo di battaglia.
Chi sta spingendo tutto questo?
C'è una regia di cinici speculatori?
Chi scommette sul caro petrolio certamente ha tanti interessi in gioco e qualcuno tra loro potrebbe manovrare per questa escalation militare, economica, che potrebbe portare crisi su crisi, problemi e complicazioni.
Quello che manca in tutto questo è una politica estera per la pace da parte di tutto l'Occidente: non si capisce che vantaggio potrebbe avere l'Anato ad allargarsi sino alle porte della Russia.
Bisognerebbe trattare con i grandi Stati non Occidentali per trovare accordi per evitare conflitti ancora più rovinosi, così da ottenere il disarmo nucleare dell' Iran, per un po' di pace nelle zone di transito del Petrolio, come il Corno d'Africa, la Palestina.
Se si riuscisse a non vedere il gigante dell'Est come ai tempi della Guerra Fredda sarebbe un'ottima e intelligente evoluzione, per iniziare a stemperare le tensioni, a soffocare i rumori di guerra: è ancora nei confronti della Cina e della potenza nucleare russa che la diplomazia potrebbe fare miracoli.
Arduino Rossi


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Tutto è pronto per la battaglia, la grande guerra del centro destra, sempre più destra e meno centro, per la mancanza dell'Udc: si dovrà lavorare per le famiglie, la sicurezza e l'economia, sempre più minacciata da tempeste che si annuvolano all'orizzonte.
Ministro senza portafoglio sarà il leghista Calderoli, definito come ministro per le semplificazioni, ovvero per de legiferare, sfrondare le numerose leggi inutili, doppie o triple, contraddittorie: è una novità importante, che porterebbe a notevoli risparmi nella spesa pubblica, snellirebbe le procedure legislative e della giustizia.
Speriamo che questa funzione sia ben applicata e non ci siano intoppi in interessi parassitari, di categoria.
Pare che Berlusconi sia andato in vacanza, perché è tornato dopo due anni dalle sconfitta e la salita dell'ultimo governo Prodi: auguriamoci che si sia riposato ed abbia le idee chiare.
Intanto il Paese si scopre il più vecchio d'Europa ed è giusto intervenire subito per aiutare le famiglie con figli: non siamo più nell'epoca di dare figli alla Patria, ma il crollo demografico degli ultimi 15, 20 anni è ormai drammatico.
Questo problema era lontanissimo dalla cultura della sinistra, invece l'ecologia i nostri stupendi panorami nazionali non sono particolarmente amati a destra, o così pare: la protezione dell'ambiente, le energie alternative non sono mai entrate tra i primi punti dei programmi della Casa delle Libertà.
Io sono sia speranzoso che preoccupato: vedo avanzare la crisi petrolifera, che potrebbe trasformarsi in recessione, con gravi ripercussioni finanziarie.
Temo i condoni come la grandine e le cavallette, spero in un fisco più razionale e semplificato, in leggi che favoriscano la libera iniziativa, anche dei giovani.
Sono comunque certo che Silvio Berlusconi sappia bene che non può fallire: sono già pronti chi lo vorrebbe sostituire, proprio da destra, alleandosi con il centro dell'Udc, che questa volta sta all'opposizione.


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Sta nascendo il nuovo governo, con polemiche per la Lega Nord, che si prende una fetta di potere, con l’intervento della Libia di Gheddafi contro Calderoni, tra proteste per ingerenza e plausi.
Corretta è stata la risposta pacata del Ministro degli Esteri, Dalema, Ministro uscente, che ha smorzato i toni, rassicurato la Lega Araba, preteso il rispetto decisionale dell’Italia, senza interventi stranieri nelle decisioni di politica interna.
E’ un fatto scandaloso, oltre che quasi ridicolo, che a protestare sia stato il figlio di un dittatore, di uno Stato implicato in passato nel terrorismo, posto tra integralismo e Occidente.
Ora i dolori arriveranno per le pensioni, che prima o poi verranno ritoccate al rialzo, per l’età, invece le tasse dovrebbero essere meno dolorose, ma l’importante che il debito pubblico non cresca ancora, per non scaricare sulle prossime generazioni i nostri errori in economia.
La sicurezza resta al primo posto tra le aspettative dei cittadini, ma è pure molto diffusa la convinzione che extracomunitario significhi solo problemi e delinquenza.
Senza riproporre vecchi stereotipi, che affermano la poca voglia di lavorare degli italiani e per questo arrivano dall’estero i lavoratori, che svolgono i mestieri che gli italiani non vogliono più fare.
Non credo che gli extracomunitari siano una risorsa: li considero delle persone e non dei "beni" da sfruttare.
Ora il nuovo governo Berlusconi, che aveva già deluso gli italiani due anni fa, pare a molti il meno peggio, l’unica alternativa a una situazione difficile: la crisi del caro petrolio continua a minacciare l’economia mondiale, compreso la disastrata Italia, che ha al suo interno molti "nodi ingarbugliati".
Riuscirà Silvio a districarsi in questo labirinto?
Lo sapremo fra cento giorni.