mercoledì 12 novembre 2008

Piccoli borghi italani

(borgo paese paesini villaggi villaggio italiano italiani borghi provincia province)


Non siete mai stati un periodo in un piccolo, minuscolo borgo italiano?Sì, in quei paesini destinati, secondo le valutazioni anagrafiche e demografiche, a estinguersi.Sono luoghi incredibilmente umani, come una grande famiglia allargata, con pure odio e antiche guerre, anzi faide al suo interno, ma con persone sempre pronte ad aiutarsi, ad aiutare i nemici.C'è pure la chiesetta del paesino e il cimitero minuscolo, con tutti gli antenati di almeno cento anni prima, con qualche fiore ancora fresco il giorno dei morti per tutti.E' una dimensione scordata, che esiste e forse non esisterà più fra qualche decennio: le città, grandi e piccole, svuotano le valli e le zone meno ricche del Paese.Alla peggio ci saranno uniforme, brutte, case e villette per turisti estivi, che sperano di farsi un affare con una casa che utilizzano 15 giorni all'anno.In queste realtà si ritrovano esseri umani, che ti parlano e ti trattano non per la macchina che hai, se hai o non hai l'ultimo telefonino, ma perché sei una persona.Forse ti daranno un soprannome, ti derideranno perché sei un “buffo” cittadino, ma alla fine, se non ti sentirai un esploratore tra gli indigeni, sarai un uomo tra altri uomini e niente più.Vi assicuro che è una sensazione stupenda: si ritorna a essere persone e non degli imbecilli etichettati per la professione che si svolge, per i soldi che si hanno o non si hanno, per gli status symbol.Invecchiare e morire in queste realtà è quasi piacevole, peccato che i nostri figli non conosceranno più questi miro cosmi.

Arduino Rossi

Genitori sotto processo

(genitori psicologi pedagogia pedagoghi bambini ragazzini ribelli eduazione)


Voglio tornare sul dramma dei genitori normali, criminalizzati da strizza cervelli da rotocalco, da insegnanti furiosi, da sociologi politicizzati.
Sì, da quella razza rabbiosa di super esperti, di intenditori che sanno tutto o quasi, tranne crescere i loro marmocchi.
I genitori spesso sono vittime di vicini impiccioni, invidiosi che sentono gli strilli dei ragazzini prepotenti, arroganti e talvolta chiamano i carabinieri.
Qualcuno di questi si sente protetto dalla legge e vengono istruiti ad agire come se fossero al sopra del bene e del male: rompono, spaccano, comandano in casa e non si riesce a contenerli.
Non si possono punire più di tanto e le solite sculacciate, qualche sano schiaffone, risolutivo un tempo, è visto come maltrattamento: infatti i genitori sono spesso terrorizzati dai servizi sociali, da quelle signore spesso zitelle, quasi sempre acide e antipatiche, che alzano il dito indice, gridando “guai”.
I ragazzini, protetti da tutte questi cervelloni, da queste autorità esterne alla famiglia, criminalizzata e accusata da anni di tutti i mali del mondo, vanno oltre il lecito: fuori c'è un mondo di farabutti, di criminali ben difesi dalla legge.
Sono gli spacciatori, i papponi, gli sfruttatori dei sogni dei ragazzini e delle ragazzine: spronano le ambizioni dei futuri “campioni” di calcio e le “stupende” veline in erba che per ora fanno le cubiste, poi saranno a disposizione del locale per altro, qualche volta.
I genitori cosa possono fare?
Possono rinchiudere in camera le bambinone per non farle uscire senza essere denunciati di sequestro di persona?
Possono dare due bei schiaffi sonanti senza essere considerati dei seviziatori?
Temo di no e i problemi risolvibili con una maggiore autorità paterna e materna finiscono per incancrenirsi, sino alle tragedie che tutti vediamo nelle nostre strade.

Arduino Rossi

Un barbone bruciato è un segno dei tempi?

(emarginati senza casa senza tetto disoccupati barbone barboni)

Un clochard è stato cosparso di un liquido infiammabile, mentre dormiva su una panchina in via Flaminia, a Rimini.
Il poveretto non è in pericolo di vita, ma è grave al centro Grandi ustionati dell'ospedale di Padova per le ustioni riportate.
Il senza fissa dimora ha dichiarato di chiamarsi Andrea Rizzo, 46enne di Taranto, ma la polizia, che conduce le indagini, cerca conferma all'identità del poveruomo, comparando le impronte digitali.
Pure su una bottiglia di vetro, trovata accanto all'uomo, saranno fatti i rilievi necessari per stabilire se ha contenuto il liquido infiammabile e ci siano impronte del responsabile di un gesto tanto crudele.
I clochard, chiamati pure barboni, spesso con tono di disprezzo, sono sempre meno tollerati nella nostra società: sono sporchi, puzzano, bevono, parlano da soli, spesso perché affetti da disturbi dovuti all'abuso di sostanze stupefacenti, oppure per colpa di troppo alcool, ma anche per la mancanza di cure psichiatriche non obbligatorie, ma su questo argomento non vado oltre per non innestare polemiche infinite.
Fanno paura alle signore sole, agli anziani, con le loro insistenze per l'elemosina, con richieste quasi minatorie: non sono ben visti nei quartieri bene delle città, anzi i negozianti e gli inquilini dei palazzi signorili li allontanano in vari modi, o meglio cercano di allontanarli.
Quale sia il movente e soprattutto chi è stato a dare fuoco al solitario senza casa non si sa: potrebbe essere chiunque, anche un altro clochard, per rivalità di territorio, un pazzo, un demente qualsiasi, oppure qualche banda di giovani o addirittura di ragazzini che mettono in pratica le sentenze verbali degli adulti, come è già capitato in passato.
Non importa ora sapere e non è giusto farne un caso emblematico per polemiche politiche: siamo sempre il paese che dice, “piove governo ladro”, ma non esageriamo.
I senza fissa dimora, questi senza tetto vivono, sopravvivono, dormendo sotto i cartoni: muoiono per mille malattie, ma mai di fame grazie ad associazioni di volontariato, che li nutrono e forniscono gli abiti.
Io mi sono sempre chiesto come un uomo possa finire così, in queste condizioni non più umane: come un essere umano possa terminare dalla casa alla strada, da una vita normale con un'infanzia, le scuole e il lavoro, poi concludere tra gli stracci e la sporcizia.
E' un mistero e sono certo che le differenze che sussistono tra esistenze cosiddette di successo e queste miserabili ci siano solo eventi spesso fortuiti: nella vita si imboccano vie diverse a secondo degli eventi e delle nostre scelte.
Tutti potremmo finire in questo modo?
L'alcool, la droga pare siano al primo posto tra le cause che favoriscono situazioni di vita miserabili, poi c'è la malattia mentale, ma pure la vecchiaia solitaria, con la perdita del senno, può portare a far smarrire lai dignità e spingere al vagabondaggio.
Paiono cose che non ci potranno riguardare mai, ma, pur restando la povertà un fattore di rischio, anche i ricchi potrebbero, in teoria, terminare in tali condizioni: i casi eclatanti non sono mancati in passato, con barboni scoperti poi, dopo la morte, milionari.
Io sono certo che sia solo una la causa che ha ridotto in tale stato questi uomini disperati: la solitudini dai loro simili, la mancanza di una famiglia, di affetti sicuri e stabili, l'assenza di una rete di solidarietà umana, che può aiutare quando si cade in disgrazia.
La miseria umana di questi ultimi è dovuta a quella che circonda, talvolta, le nostre vite con le nostre indifferenze?
Può essere vero, ma non mi piacciono le risposte sicure, le sentenze.
Un fatto è certo: questi “miserabili” che provocano in noi tanta pena, ma pure disgusto, sono nostri simili, non dobbiamo mai scordarlo.
Arduino Rossi

Cofferati e le due anime della sinistra

(Sindacato CGIL Cofferati sindati sindaco di Bologna locali notturni bar baristi osti osterie schiamazzi)

Gestori, baristi, camerieri di 6 locali di Bologna, Pratello, hanno insegnato una manifestazione di protesta contro la chiusura dei loro locali.
La seduta comunale è stata sospesa per le proteste dei manifestanti, che chiedevano la sospensione dell'ordinanza del sindaco, soprannominato sceriffo dai suoi avversari.
Si chiedeva quindi le dimissione del sindaco con l'appoggio della componente del PRC bolognese, da sempre nemico giurato della linea di Cofferati.
L'ex segretario generale della CGIL fu un uomo deciso a difendere i diritti dei lavoratori, ma pure è appartenente alla componente giustizialista, la definisco così, se preferite chiamiamo legalista o amante della legge.
Fu famosa la sua scelta di ripulire alcune zone di Bologna dai senza tetto, ma pure da quella piccola delinquenza, da quelle “corti dei miracoli”, tornate di moda in questo inizio di 3° millennio, come ritorno del Medioevo.
La politica decisa e forse dura del Sindaco di Bologna è quella giusta?
Un fatto è certo, le sue scelte sono molto popolari e ruba consensi alla destra, lasciando poco spazio alla sua sinistra.
In questo ultimo caso però entra la questione dei posti di lavoro persi: quando si reprime, si fa chiarezza e si impone legalità si rischia di fare delle vittime, anche innocenti.
Senza entrare nella faccenda riportata dalla cronaca, senza entrare nella correttezza dei metodi usati per dare sicurezza ai cittadini, è certamente un peccato che Cofferati esca dalla politica per motivi personali e famigliari: poteva essere un personaggio che avrebbe ridato alla sinistra un motivo di riscossa.
La sua distanza dalla sinistra estrema, ormai minoritaria, ma sempre orgogliosa e determinata nelle sue posizioni, che non lo ama, anzi non lo sopporta, lo ha reso scomodo.
Io invece sono certo che potrebbe essere il cinese (come era battezzato dagli avversari per le sue posizioni radicali al tempo della militanza sindacale) a rilanciare la sinistra, il PD: potrebbe dare certezze ai cittadini per i timori sulla sicurezza e nel frattempo essere un ottimo antidoto contro la crisi e contro la disperazione di molti lavoratori, sempre più malpagati, con il posto di lavoro legato a un filo.
L'amore per la legalità non piace a molti di sinistra, come a tanti, troppi, di destra: l'illegalità diffusa, che fece da motore per troppo tempo nel nostro Paese ora è sempre più una palla al piede.
Solo chiarezza e leggi semplici, ma rispettate e fatte rispettare, ci farà uscire dalla crisi, quanto meno da quella della fiducia sia nazionale sia estera.
Io non credo negli eroi, nei salvatori della Patria: Cofferati potrebbe essere solo un valido oppositore a Berlusoni.
Ha tutte la carte in regola e potrebbe strappare voti popolari, finiti a destra, solo per la paura di uscire di casa.
A sinistra non si sono accorti di nulla?
L'opposizione è importante e tutti i nostri governi, di destra e di sinistra, forniscono argomenti per protestare e per criticare: forse mutare politica non farebbe male, specialmente dopo una sonante sconfitta elettorale recente.
Nel calcio sono gli allenatori che vengano mandati a casa e sono sostituiti da altri tecnici con idee nuove, più moderne.
Nella politica si fa il contrario?
Si manda a casa il nuovo e si preferisce il vecchio?

Arduino Rossi

venerdì 7 novembre 2008

Scontri tra polizia e studenti







(studenti scontri manganellate manganelli polizia questura riforma Gelmini - Universià)

Scontri tra polizia e studenti nelle città italiane: la rabbia degli studenti: manganellate e proteste per questa strana riforma, tutta tagli e fatta apposta per far tornare il Paese in ritardo di 60 anni con la storia.
Avremo il maestro unico e i grembiulini, una suola sclerotica e sempre meno adatta ai tempi che avanzano: ora il governo Berlusconi, altre alle parolace.
La scuola è un diritto, ma per Berlusconi, uomo rozzo e ignorante, questo è inconcepibile.
Arduino Rossi







.

Obama bello e abbronzato

(politica estera e interna, nazionale, insulti e parolacce tra i politii Berlusconi e Veltroni)


Mentre le Borse stanno perdendo miliardi di euro, mentre la più grande crisi economica del dopo guerra sta facendo capolino, i nostri politici si insultano sul dilemma se sia lecito oppure no dire che Obama è bello e abbronzato.
Walter Veltroni pretende le scuse verso il neo presidente statunitense, insinuando che la battuta di Silvio Berlusconi sia inadatta, se non velatamente razzista.
Da destra sono partite parole pesanti, altro che pietre: “tromboni” e “imbecilli” non si risparmiano mai agli avversari da noi.
Si vede che la nostra democrazia è meno matura di quella statunitense.
Facciamo un riassunto, da sinistra si è detto: “...parole infelici e grevi.... regala all'Italia l'ennesima figuraccia....colpiscono gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale e rischiano di provocare una incrinatura nei rapporti di amicizia con gli Usa. Di qui l'auspicio che ad Obama vengano al più presto rivolte scuse ufficiali."
La nostra destra al governo così risponde: “...colpo di trombone di Veltroni e dell'esercito dei moralisti della sinistra...cavalcare ogni frase di Berlusconi....Se scendono in campo gli imbecilli, siamo fregati.......La madre degli imbecilli della sinistra è sempre incinta.......i bigotti del politicamente corretto.”
Facendo un sunto di tutto, si può riassumere con tanti “imbecille di qui e imbecille di là”, per tutti: ci sono argomenti sufficienti per far lavorare qualche studio legale per decenni, con cause e contro cause.
Sarebbe una pacchia per i nostri avvocati: dopo ci chiediamo perché abbiamo così tanti avvocatini nel nostro Paese.
Lo stile è molto diverso da quello del dopo elezioni degli Stati Uniti e sinceramente se è lecito o no definire Obama abbronzato oppure no, non me ne importa assolutamente nulla, come per la maggioranza delle persone in Italia, al mondo e negli Usa: sono invece dispiaciuto sapere che queste liti finiscano, talvolta, pure sulla stampa estera e facciamo figuracce terribili.
Scordiamoci la questione di Obama abbronzato e bello, torniamo invece sulle faccende nazionali, che sono gravi: il 2009 sarà un anno di recessione e sarà l'anno più duro per gli italiani dal dopo guerra ad oggi.
Non perché gli italiani non ne abbiano già passate tante, ma da tempo le prospettive erano sempre in crescita e di benessere dietro la porta per tutti o quasi: mancano all'appello 7 milioni e 500 mila poveri senza speranza di cambiamento della loro sorte.
Ora il ceto medio si vede tagliare pezzetti e pezzettini di reddito, ma soprattutto famiglie normali, con due stipendi, perdono un pilastro del loro reddito, altri, artigiani e commercianti, vedono ridursi drasticamente le occasioni di lavoro e di guadagno.
Sì, pare proprio che questa volta non si salvi nessuno, tanto meno gli investitori del mondo finanziario, che vedono dimezzarsi i loro patrimoni azionari, senza sapere quando questa discesa si fermerà.
Obama è l'unica “medicina” per il mondo?
Ogni Stato deve fare la sua parte e noi invece ce la prendiamo con calma: non dico che dobbiamo terrorizzare la gente, anzi, il potere politico dovrebbe riassicurare e tranquillizzare.
Un fatto è sicuro, nella storia del capitalismo queste crisi sono state periodiche: lo sviluppo è sempre tornato e anche in questo caso si uscirà dal tunnel.
Invece il pericolo maggiore sta nelle conseguenze politiche che ne deriveranno: nel lontano 1929 il mondo conobbe una recessione terribile, che portò, negli anni successivi, conseguenze differenti.
Negli Stati Uniti ci fu il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, in Germania, salì al potere Adolf Hitler con il nazismo: furono due risposte differenti alla crisi economica dell'inizio degli anni Trenta del Novecento.
Arduino Rossi

mercoledì 5 novembre 2008

E' iniziata l'era Obama

(Obama McCain Stai Uniti d'America Usa presidente Casa Bianca nero negro voto presidenziali)

Obama ha trionfato, sono tutti felici, tutti festeggiano il vincitore e John McCain saluta il 44esimo presidente degli Stati Uniti Barack Obama: ''Dio benedica quello che sarà il mio presidente. Lascio ad Obama e a Biden l'onore di guidarci per i prossimi quattro anni.”
La democrazia consolidata americana si permette il lusso di cavalleresche dichiarazioni da parte degli sconfitti: ''Il popolo americano ha parlato chiaro, ma adesso nessun americano deve essere dispiaciuto.”
La lealtà e l'onesta politica di MacCain non lascia dubbi: “La sconfitta è mia.”
Tutto questo è avvenuto a Phoenix in Arizona, davanti ai sostenitori repubblicani delusi dopo le notizie che hanno coronato, senza dubbi, il rivale democratico presidente dell'ultima super potenza rimasta al mondo.
Il fatto che sia un nero a guidare lo Stato più potente del pianeta, che fu una nazione schiavista e con tracce di razzismo consolidato a tutti i livelli, tra cui anche scienziati e premi Nobel, non può che riempire di gioia.
Sì, Obama si è guadagnato la casa Bianca, partendo dalle periferie povere, sudando e studiando, dimostrandosi capace, intelligente, convincendo per il suo senso pratico, per la sua nuova cura contro i guai economici.
Bush fu sicuramente responsabile, proprio per la sua teorie che favoriva le speculazioni più ardite, di ciò che è capitato con i mutui: Obama ha delle soluzioni sensate, che probabilmente riporteranno le cose apposto, con qualche dolore e un po' di fatica.
Ora tutti sperano che il primo uomo nero, che si è meritato tanto onore, cambi il destino del mondo.
Avremo pace e prosperità?
Ho dei dubbi, la politica estera non muta tanto presto, con il nuovo presidente, neppure è possibile variare scelte sciagurate, chiedo scusa per la mia esplicita opinione: l'intervento in Iraq fu una decisione insensata e ancora non se ne capisce lo scopo, il fine e il perché di un'azione militare che ha destabilizzato ancora di più la ragione, aprendo le porte ai terroristi.
Ora l'Iran pare contento, ma non credo che Obama gli sarà amico.
Pure per il conflitto in Palestina ci sono speranze, ma non credo in un cambiamento della politica internazionale: non basta un presidente di pelle diversa per avere scelte di politica estera più accorte.
Come sarà l'era Obama?
Negli Usa spronerà lo sviluppo, che ricadrà sul mondo intero, ma serviranno alcuni anni per uscire definitivamente dalla crisi.
Il vero enigma sta nelle scelte di politica estera.
Ci saranno i disimpegni militari statunitensi in Iraq e in Afghanistan?
Ci saranno altre strategie per fermare il nucleare iraniano?
Ci sarà una politica meno aggressiva e più attenta al mondo slavo, russo, con i suoi nazionalismi in avanzata?
L'era Bush fu segnata da scelte che ci hanno fatto tornare indietro sul terreno della pace: non ho mai creduto che tutto sia per colpa degli Stati Uniti, ma atteggiamenti più interessati al controllo del prezzo del petrolio che della stabilità mondiale non hanno favorito soluzioni diplomatiche per i conflitti locali del pianeta.
Cosa vorrà l'amministrazione Obama?
Sarà più interessata allo sviluppo di risorse energetiche alternative o voterà ancora per il petrolio?
Sarà attenta ai dialoghi, senza cedimenti, con strategie di controllo di aree del pianeta fatte più con il peso dei dollari che dei carro armati?
Obama non è e non sarà un santo, un benefattore per i più poveri del mondo: farà l'interesse della sua nazione, poi quello dei suoi alleati e per il resto dell'Umanità rimarrà poco.
Sarà pronto ad usare le armi con decisione, se le occasioni lo imporranno, ma solo, si spera, sarà più attento alla storia e alla cultura del resto del mondo: ci si augura che sia finita, una volta per tutta la politica estera di Bush, molto simile a quella di un elefante in una cristalleria.
Arduino Rossi