mercoledì 16 luglio 2008

Maria Barresi - NON DIRE NIENTE


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Maria Barresi
NON DIRE NIENTE
Edizioni Solfanelli
Pagine 191
EURO 12



La Calabria di Maria Barresi è fatta di luce, sapori e colori vivi, ma non abbaglianti: "Non dire niente" è un romanzo a più voci, in particolare quelle di Clara, la supplente di periferia ed alter ego dell'autrice, Piero il magistrato inquirente e Nicla, la ragazza vittima di soprusi da parte del padre.
Le tre voci narranti si incontrano e si presentano, descrivendo le loro speranze, il dolore immane di Nicla e l'anima pragmatica di Piero.
Clara è romantica e stravagante, l'opposto del pratico magistrato, super impegnato nella guerra contro la narco-mafia.
L'elemento che unisce la storia è la vittima di un padre "normale", elegante, per bene, né ricco, né povero: è un insegnante, è uno pronto a tutto per mostrae un'apparenza da persona per bene, per celare la sua natura da mostro.
Nicla lo descrive: "Oggi posso dire che quel individuo ci ha prosciugato l'anima. Ma tu non te ne rendi conto in quei momenti."
Maria Barresi, con questa tecnica intelligente, a più voci, come fossero testimonianze di un fatto, sa affascinare con avvenimeti ed emozioni distanti in apparenza, che rientrano a pieno nel diramarsi della vicenda.
Maria Barresi è giornalista Rai, redattrice del TG1, autrice di numerosi reportage.
Ha vinto il premio dell'Unione Stampa Cattolica Italiana e due edizioni del Premio Ilari Alpi.
In questo romanzo, che possiede una certa rudezza ed esprime una verità quasi feroce, come spesso capita nella vita vera, ha pure la voglia di mantenere un po' di speranza e di quasi lieto fine, se così si può chiamare.
Il padre orco, che ha tanto fatto soffrire la figlia sin dall'infanzia, si salva grazie allo stratagemma delle lungaggine giudiziarie, ma almeno Nicla troverà un po' di pace.
E' ottimismo quello di Maria Barresi o un augurio per tutte le vittime di tali violenza disumane?


Arduino Rossi

Rosa Aimoni -L'ISOLA DEI TALISMANI


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Rosa Aimoni
L'ISOLA DEI TALISMANI

EDIZIONI TABULA FATI - CHIETI
EURO 7,00
2007
La scrittrice è al suo primo romanzo e tratta una questione spinosa: la scoperta di un padre, per fortuna per il personaggio principale, con il vizio peggiore, ovvero la pedofilia.
Tutta la narrazione è legata dalla vicenda del padre putativo, che ha avuto un'avventura con una 12enne dell'isola dei Talismani, o luogo simbolico dei cosiddetti paradisi tropicali, ma inferni per i piccoli prostituti.
Carlo, il degenerato mostruoso si contrappone al fidanzato della ragazza: un professore di liceo, un po' utopista, ma deciso ad aiutare Luna nel suo viaggio di riparazione del crimine commesso dal padre.
E' una studentessa in giurisprudenza all'università Statale di Milano.
Tutto avviene in un mondo di vittime, di violenti e di atti generosi di altri che permettono ai "perdenti", alle vittime, di risollevarsi.
Il finale è a lieto fine, con la ragazzina che viene rintracciata, lo sfruttatore è arrestato, inoltre pure un amico senza fissa dimora trova casa e una ragazza, Paola, pure lei riesce ad ottenere un lavoro.
Forse la realtà non è sempre così a lieto fine, ma sognare un po' non fa male.
Il romanzo è scorrevole, la trama è semplice, ma ben costruita attorno ai suoi personaggi che si contrappongono, quasi per un fine educativo e di riscatto umano.
I cattivi, o i violenti sono solo persone che agiscono in questo modo perché non riescono a vedere gli altri come persone, ma come oggetti, quindi tutto si aggira attorno al principio che il male possa essere sconfitto, dando un'opportunità di riscatto sia alle vittime, sia ai carnefici, da rieducare.
Speriamo che sia vero.
Arduino Rossi

lunedì 14 luglio 2008

Il G8 in Giappone.



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Che è il denaro che fa girare questa Terra: se c'erano dei dubbi ora ci sono solo delle certezze.
Se si valutano le crisi internazionali, il terrorismo di ogni genere, i conflitti etnici e religiosi, applicando questo schema si scopre che ci sono interessi economici alle spalle di tante situazioni di guerra e di pace armata.
In Giappone le paure per l'effetto serra sono rimaste tali e quali: non si è giunti a una decisione convincente e utile.
Inoltre si è parlato della minaccia iraniana, ma pure sotto c'era la faccenda del caro petrolio, altro grande pericolo per l'economia mondiale: si è chiesto di aumentarne la produzione.
Ora non si sa come si può ridurre l'anidride carbonica nell'atmosfera e aumentare il petrolio in circolazione.
Pure la politica estera degli 8 non è per riportare pace nelle zone di estrazione del grezzo.
Il Medioriente, l'Irak, l'Iran e la Russia sono al centro di conflitti, di contrasti diplomatici e militari: sono pure tra le zone dove si estrae la maggior parte del petrolio mondiale.
Pace e sviluppo vanno di pari passo, ma pure dove c'è guerra ci sono grandi guadagni per i produttori di armi.
Il principio di scambio, petrolio in cambio di armi, continua a foraggiare il terrorismo, le guerre, le guerriglie.
Sì, questo G8 è stato proprio tiepido e quasi inutile.
Arduino Rossi

Beppe Grillo annunciava la morte dei partiti politici



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Beppe Grillo annunciava la morte dei partiti politici, biasimava il Presidente della Repubblica.
Voglio aggiungere una piccola osservazione, uscendo dal tema: il termine attaccare, usato dai giornali è impreciso, incomprensibile.
Se Beppe Grillo ha vilipeso Il Presidente Napolitano dovrebbe essere denunciato, ma se ha espresso una critica, questa resta nei suoi diritti costituzionali: si contesta il papa, questo e quel capo di Stato e lo si fa in tutto il mondo democratico.
Pure il nostro Presidente della Repubblica può essere criticato, non insultato: l'attacco, nella lingua italiana ha un altro significato.
Può essere un'azione militare, un'aggressione fisica o psicologica: non credo che Grillo abbia fatto questo.
Ha semplicemente detto una sciocchezza: il Presidente della Repubblica non si può rifiutare di firmare un emendamento, se non per motivi particolari, legati alla costituzionalità della legge in questione.
Era sufficiente rispondere così a Grillo, per quanto riguarda il lodo Alfano e le sue implicazioni con il Capo dello Stato.
Basta con termini da guerra fredda.
Nelle mie valli si dice: "Esci dalla buca che la guerra è finita."
Aruino Rossi

Federica Squarise e la sua tragedia



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Il cadavere di Federica Squarise forse è stata trovata a Lloret del Mar in Costa Brava.
Lo so che si è giovani una volta sola e a 20 anni ci si butta in ricerca di emozioni forti, di avventure: non si sopportano i limiti e gli steccati.
Poi oggi l'adoscenza pare non abbia più fine e a 30 anni talvolta non è ancora terminata.
La stampa spagnola, una parte della stampa, ha accusato la povera Federica di aver abusato, di aver ceduto agli stravizzi: ha detto che le nostre brave ragazze, una volta da loro, si scatenano e come Federica, ne fanno di tutti i colori.
Anche se è vero, non ci interessa: le foto mostrano il volto di una bella ragazza sorridente, una ragazza per bene.
Sì, pare proprio che vogliano dire che se l'è cercata e che loro, con la loro polizia, con le loro leggi, con le loro regole "libertarie" non hanno colpa.
E' così da sempre, chi muore ha sempre torto, tanto non si può difendere.
Si vede che i pennivendoli non si trovano solo in Italia, come vuol far credere quel simpaticone di Beppe Grillo: le scemenze le dicono anche nella gloriosa Spagna.
Così, tra tori che muoiono senza colpa nelle arene, tra croci abbattute, tra leggi sempre più...progressiste le ragazze, "colpevoli" sono assassinate.
No, io non ci sto.
Non voglio gridare cose indegne contro questo modo di fare, di pensare, di scrivere, ma per favore non infangate i morti.
Federica deve essere rispettata: l'unica sua colpa sta nella sua ingenuità, nella sua eccessiva fiducia nel mondo e nei mascalzoni.
Arduino Rossi

La Spagna e i crocefissi di Zapatero: sviluppo e paure.



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Sì, in Italia stiamo faticando e siamo pure al palo, ma un fatto è positivo: abbiamo l'occasione di fare qualcosa di buono.
Riscoprire le nostre origine, mandare a quel Paese (quale lo lascio dire a voi) tutti i venditori di fumo, mettere alla prova chi ci governa e se non siamo soddisfatti, rispedirlo da dove è venuto.
E' giunta l'ora dei tagli, dell'ammodernamento, della pulizia negli uffici, nelle università, nelle scuole: finalmente mettiamo un po' di libero mercato, togliendo abusi e mangia pane a tradimento.
E' un'occasione storica, che non possiamo perdere.
Vogliamo lasciare ai nostri figli il sistema delle raccomandazioni, dei favori e dei clientelismi?
Sto sognando?
Ora un fatto è certo: da destra e da sinistra ci si prova a contrastare caste e categorie protette, in modo diverso, ma ci si impegna.
Forse, per ora, si tagliano solo le frange esterne, poca roba, ma si tenta di fare qualcosa.
Io sono ottimista, anzi sicuro: i nostri figli vivranno in un Paese con più occasioni di quelle che abbiamo avuto noi.
Non ho mai creduto all'importanza fondamentale di pochi decimi di crescita in più o un meno del PIL: so bene che è una buona cosa la crescita dell'economia, ma ancora di più è il modo come si vive.
In Italia è saltata la prima e antica forma di mutuo soccorso, sempre funzionante da 3.000 anni: è la famiglia e senza questa stupenda realtà siamo tutti più poveri.
Mi dispiace, ma temo che il successo del socialista Zapatero, prima o poi terminerà e lui affosserà: non riesco ad immaginare un futuro della Spagna senza le basi su cui si è retta.
Poi, noi italiani, lo sappiamo bene, che brutta fine fanno i leader quando le cose vanno male: abbiamo avuto diversi esempi, tra cui proprio quelli di alcuni socialisti ed ex socialisti, prima e dopo la guerra.
Mi dispiace, ma se il problema più importante del "buon" spagnolo sia quello di togliere i crocefissi dagli edifici pubblici, in luoghi che nessuno vi fa caso, è veramente senza fantasia: dove non c'è fantasia il potere invecchia e incancrenisce.
Arduino Rossi

La guerra civile colombiana



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La Colombia è un Paese che non conosce la pace da circa 100 anni, o meglio il conflitto militare interno, che ha diverse nature e origini, prosegue da generazioni, con alti e bassi.
Da ormai alcuni decenni la cocaina è il motore di varie forme di violenza, di colore e di tendenze politiche opposte.
Ci sono gruppi armati, definiti di autodifesa, che commettono errori e orrori contro la popolazione civile: le torture dei prigionieri sono usuali, per terrorizzare i parenti, gli amici e i conoscenti.
I gruppi paramilitari sono potenti e prepotenti: di fatto controllano il Paese e provocano dai 30 mila ai 60 mila morti ogni anno.
A pagare il prezzo maggiore sono i contadini, coloro che coltivano spesso le foglie di coca, ma non diventano ricchi.
E' pericoloso fare politica, fare il sindacalista, il prete, l'imprenditore, il sindaco dei villaggi rurali, l'impiegato pubblico: è rischioso fare ogni attività possibile in ogni altra parte del mondo.
Si può essere processati , poi fucilati in modo sommario, dopo i soliti maltrattamenti, dai gruppi paramilitari, dai guerriglieri, pure dalle forze dell'ordine e dell'esercito, che spesso si è macchiato di crimini, ma oggi ci si scorda di tali abusi per comodità diplomatiche.
Arduino Rossi