martedì 23 settembre 2008

Mauro Berbech Rossi “Immagini di Psiche Infrante”


Ed. LIBROITALIANO WORD
Poesie
Mauro Berbech Rossi
“Immagini di Psiche Infrante”
2007 – Euro 12,00
Poesie Brevi, leggere e per nulla banali, anzi con quel piacevole gusto di essenzialità e ricordi.
C'è un rimpianto appena abbozzato, una psiche sognante, attenta all'impercettibile, ciò che va oltre: “...filo di fumo di una candela morente......”
E' solo uno stato d'animo?
“.....spettri creativi”, sono ciò che “da forma all'assoluto”?
Dopo anni di lettura di brutte poesie, tutte simili, con ridondanti espressioni, ecco che trovo qualcosa di fresco, di giovane e non monotono.
Si può leggere con interesse: “.....i folti capelli verdi della terra.”
Oppure percepire il suono del brano: “Un'esplosione di foglie oscura il limpido cielo.”
Arduino Rossi

UN ANELLO DI LAME


UN ANELLO DI LAME
Ed. TABULAFATI (Solfanelli)
Marcello Avanzo
Ed. 2003 Euro 5,00
Questa raccolta di racconti è tutta basata sulla cattiveria, anzi sulla cattiveria, anzi la crudeltà.
Più esattamente ciò che la mente umana, nel più torbido del suo sentire, sa esprimere.
La ferocia di certi personaggi sfiora l'assurdo, il sadismo malato.
Sono così i serial Killer?
L'autore parla di persone che non conoscono la pietà, l'amore, la sincerità, ma forse la follia, la malvagità sadica, per la psicologia, è una forma di autopunizione spostata all'esterno.
Il sadismo è un masochismo che si sfoga sugli altri.
Così il racconto del ragazzo che “punisce” il padre ubriacone con una morte orrenda, pare l'esempio di questo genere letterario.
Tutti i personaggi di questi racconti sembrano persone che hanno vissuto infanzie difficili, anzi orrende, con genitori terribili, sempre pronti a castigarli per un nonnulla.
Forse dietro c'è solo un bisogno potente di arrivare, nonostante bloccato da tante sconfitte.
Perché tanta ferocia?
Per sentirsi grandi, adulti, potenti?
Arduino Rossi

CINQUANTA POESIE

Ed. TABULAFATI
CINQUANTA POESIE
ANNA VENTURA
(Versione in francese di Paul Courget)
2003 Euro 7,00
50 poesie della poetessa abruzzese Anna Ventura, con la a-fronte pagina, tradotto dal valido poeta francese Paul Courget.
Sono liriche ispirate al mondo agreste o a oggetti semplici, con la loro magia.
Ci sono alberi e frutti, bambini,comignoli, altalene e campi fioriti, di un Abruzzo quasi antico, sicuramente sempre simile a se stesso, con la sua armonia: è un mondo minuto, senza grandi emozioni, ritmato dal sole e dalla Luna, dal trascorrere delle stagioni, lontano dal caos cittadino.
Particolarmente piacevoli sono gli Haiku, versi notoriamente difficili per la forma esile di 3 righe e di 5, di 7 e di 5.
La nostra poetessa conosce la materia ed evita quindi giochi di nomi banali, ma sa dare il meglio di sé con ritmi lievi, immagini veloci, come ricordi che transitano nella mente.
Anna Ventura è una Poetessa riconosciuta sia dalla critica, sia per il suo valore e con questa opera supera il confine del suo Abruzzo, portandola nella Francia dalla lingua musicale, morbida e decisa, grazie al valore di un ottimo poeta francese.
Arduino Rossi

martedì 16 settembre 2008

India e cristiani bruciati


E' mai possibile che l'unico interesse dei nostri giornalisti, tanto criticati dal nostro comico nazionale, Beppe Grillo, sia legato al petrolio e ai conflitti relativi: i diritti umani e le violenze contro gli ultimi della terra sono trattati con superficialità.
Un tempo c'era un po' di pietismo e di comprensione verso gli ultimi.
Si vede che i bambini dell'Africa, ridotti a pelle e ossa, non fanno più notizia.
Invece le guerre per gli oleodotti sono più interessanti, come il conflitto per la Georgia, tanto importante per il caro carburante, alla pompa di benzina.
In India i fanatici indù sgozzano e bruciano dei poveracci, in genere paria, che si sono convertiti al cristianesimo per uscire dalla logica demenziale e nazista delle caste.
Non si sono levati cori di protesta, i liberali e democratici europei, tanto attenti ai cavilli di norme nazionali, non hanno fatto commenti.
I comunisti, i socialdemocratici di ogni tendenza non hanno neppure borbottato, non sono affari loro.
Là invece la gente brucia viva e in Europa, questa inutile, mastodontica, lontana Unione Europea non si è degnata neppure di una nota di protesta contro l'India: non se ne cure della libertà di coscienza in quel Paese.
Gli amanti del Tibet non si sono scomodati, come il signor Beppe Grillo tanto attento agli umori e alle mode dei suoi grillini.
Che mondo di .......(lascio a voi concludere la frase).
Un fatto è certo: se non lottiamo per la libertà di coscienza per il Tibet, per l'India, per l'Arabia Saudita oggi, domani dovremo tacere davanti alle prepotenze di qualsiasi cretino barbuto, psicopatico, esaltato e criminale assassino.
Arduino Rossi

L'Italia peggiora


Non so voi, ma io vedo peggiorare la realtà, a vista d'occhio: abbiamo un Capo dell'Esecutivo che risolve tanti problemi, ma non esiste più un'opposizione coraggiosa, decisa e critica.
Abbiamo le strade di Napoli pulite, Alitalia resta italiana, mentre i dipendenti pubblici non si ammalano più.
Cosa possiamo desiderare di più?
Intanto torna il voto in condotta, i sindacati contano sempre di meno e i giovani resteranno precari sino alla pensione.
L'arroganza dei capi e dei capetti non ha limite e nei posti di lavoro o si abbassa la testa o non si lavora.
Pure la politica meritocratica nel pubblico impiego dà risultati folli: da sempre il clientelismo negli uffici ha favorito e favorisce forme di alleanze per scaricare i compiti più gravosi, meno “decorosi” ai soliti indegni, ai paria, ai servi della gleba di turno.
L'arroganza non ha confini e ora, con i tagli dei fondi e il sacro principio del merito, che nel pubblico è sempre più una barzelletta.
Infatti i “meritevoli” quasi mai sanno scrivere un testo scritto di protesta per autenticare il loro “genio”: sono banali, ridicoli, spesso sgrammaticati, sempre con un linguaggio povero di termini, di forme sintattiche, di espressioni sensate.
Che peccato! Certi genialoidi sono privi di doti letterarie, non hanno la capacità di sintesi, neppure il senso del ridicolo.
Queste doti dovrebbero riguardare pure certi personaggi che ci governano.
Inoltre, nella vita reale, le cose non migliorano e i diritti delle persone si assottigliano.
Pure questo è uno dei successi del governo Berlusconi?
Arduino Rossi

Berlusconi, Putin e la politica estera dell'Italia


Ora Berlusconi è tutto impegnato a trattare con l'amico Vladimir Putin, altro esponente di primo piano di uno Stato produttore di petrolio, non si sa bene se il primo o il secondo produttore di oro nero al mondo.
Con l'Unione Europea come vanno le cose? Il nostro premier tutto affari non rischia di esporsi troppo?
Non temete!
Silvio sa come trattare con gli amici ed eccolo al telefono con il presidente francese
Nicolas Sarkozy, saltando commissioni e perdonatemi la schiettezza, pure i Commissari che pare non contino molto, quando sono lontani dai governi più “pesanti” d'Europa, come Francia, Germania e Gran Bretagna.
Sì, Silvio Berlusconi sa ben tmediare con gli uomini politici di tutto il mondo: una bella chiacchierata al telefono e tutto funziona, viene messo al suo posto.
La politica estera di una nazione come l'Italia può essere gestita come quella di una grande azienda di famiglia?
Si avranno dei vantaggi economici, ma la diplomazia non vive solo di compra e vendite, di appalti guadagnati, di petrolio acquistato a buon mercato.
Quando si guida una Nazione bisogna preoccuparsi pure del suo avvenire: buoni accordi si trasformarono in passato in cattive alleanze, in giochi pericolosi.
Le alleanze e i contatti diplomatici ci possono creare dei problemi in futuro: un'amicizia troppo stretta con un dittatore alla fine può metterci in cattiva luce se quel dittatore cadrà.
Certi accordi possono spostarci verso scelte pericolose ed alleanze sconvenienti, addirittura costringerci a ridiscutere le nostre posizioni diplomatiche.
Vedremo come andrà a finire la real-politic del nostro nuovo “grande diplomatico” dal telefono facile.
Arduino Rossi.

Napoli, tifo violento


1.500 tifosi sono difficili da gestire e contenere. con qualche centinaio di esaltati, pronti a tutto, che si mischiano nella massa.
Le polemiche successive sono sempre quelle, tra polizia, ministri, politici di destra e di sinistra, giornalisti, buonisti o intransigenti.
Forse la faccenda è più semplice di quanto si creda, anzi semplicissima: bisogna applicare un antico principio, tanto ripetuto a voce e quasi mai messo in pratica.
E' pure un proverbio popolare, lo conoscono, lo cantilenano anche i bambini: “Chi rompe paga!”
Chi dovrebbe pagare i danni sull'intercity e alle linee del trasporto pubblico di Roma?
Non certamente i soli 5 fermati, né i soliti capri espiatori, presi dalla massa e posti ben in vista per il pubblico ludibrio, ma tutti i colpevoli scoperti sul fatto, per i danni provocati e provati grazie a videocamere, a testimoni coraggiosi (più esattamente li definirei eroici), se ce ne saranno .
Tutto questo non riguarda neppure il penale, ma basta applicare il Codice Civile, ovvero aprire cause di risarcimento da parte degli enti pubblici in questione.
Ora gli ostacoli che si contrappongono sono diversi: il primo sta nel riconoscimento dei vandali, nella raccolta delle prove a loro carico.
Bisogna poi ricordarsi che i teppisti, per poveri che siano, hanno sempre degli avvocati e questi, pur non essendo sempre dei Principi del Foro, sanno inceppare le cause, discutere l'ovvio e l'evidente, mandando in crisi le argomentazioni dell'accusa.
L'accusa parte sempre dagli enti pubblici offesi: nella nostra cultura nazionale sono beni posseduti da tutti e quindi di nessuno, di conseguenza sono beni mal difesi, mal protetti e tanto meno difficilmente risarcibili in caso di danneggiamenti.
Altro problema sta nella nullatenenza di molti di costoro, che non lavorano, non hanno nulla ufficialmente su questa terra, né qualche rendita.
Le soluzioni ci sono, ma la volontà politica per applicarle temo di no: accelerare e semplificare i procedimenti, in questo caso quelli civili, con un rito abbreviato per casi particolari, come i danneggiamenti volontari.
Già con questo metodo si avrebbero delle buone armi per scoraggiare i soliti facinorosi, ma non basta.
Arduino Rossi