lunedì 15 settembre 2008

Cosa sta capitando a questo povero Paese?



Abbiamo avuto la fine del governo e dell'era Prodi, il ritorno di Silvio Berlusconi, con la sconfitta della sinistra estrema: non era un periodo felice, ma al peggio non si riesce a porre il limite.
Le cose cadono sempre più in basso: dopo il suicidio politico della sinistra arcobaleno, che portava decenni di lotta dentro la sua storia (tradita dai suoi dirigenti attuali), ecco che la Confindustria impone leggi e logiche sempre più ....vecchie: non si può parlare di sicurezza sul lavoro.
Ci sono poi fatti che oso definire vergognosi: richieste di danni ai morti sul lavoro.
I sindacati dove sono?
Perché non organizzano scioperi settoriali e generali?
Perché non rispondono con decisione a questi attacchi......alla vita umana.
Già la Confindustria è un residuo di una forma di corporazione antica che, secondo i sacri principi del liberismo, non dovrebbe esistere, come altre forme di corporazione in tutti gli altri settori economici nazionali.
Questa logica, da vecchi padroni, avidi e senza lungimiranza, spinge il Paese fuori da una logica razionale: non è colpendo le vittime sul lavoro che l'Italia uscirà dalla crisi.
Si stanno punendo i più deboli socialmente e lo si fa da tempo.
Oggi però la cosa sta prendendo una forma demenziale e un certo tipo di stampa (oggi dico ci che penso) con pennivendoli di scarsa cultura, di scarsa intelligenza, con l'unica capacità di inchinarsi ai padroni del vapore, si fa passare l'assurdo come ovvio.
Non rendiamoci ridicoli, non è trasformandoci in un popolo servo e c....che faremo tornare l'economia attiva.
A proposito, mandiamo a casa tutti i politici servi, con i sindacalisti venduti: mandiamoli a lavorare.
Arduino Rossi

Georgia e Russia


La Georgia poi è divisa in due realtà, una è l'Ossezia del Sud, che di fatto si sente legata alla Russia e rappresenta la metà del territorio della Georgia: questa parte secessionista della Georgia è però di fatto controllata dai russi.
Il presidente georgiano era convinto, consigliato da qualche stratega non proprio attento alla situazione, di attaccare la repubblica ribelle e riportarsela sotto il suo controllo: invece i russi hanno reagito pesantemente e hanno imposto il loro ordine.
Perché la Georgia e l'Ossezia sono importanti?
Per un oleodotto che transita sul territorio della Georgia: è petrolio che dalla Azerbaydzhan va al porto turco di Ceyan, transitando per l Tbilisi in Georgia, evitando il territorio russo.
Per rendere sicura la zona è necessario il controllo di tutto lo Stato della Georgia.
Le Olimpiadi sono pure una grande offensiva diplomatica per la Cina, alleata della Russia: i giochi sono sempre stati un momento di pace apparente con tante tensioni e dimostrazione di forza velate da bei discorsi sulla fratellanza dei popoli, che si incontrano pacificamente durante tranquille e gioiose gare sportive.
Lo scontro per controllare il petrolio e le vie di transito dell'oro nero continua, con il prezzo per ora calmierato, ma è sempre pronto a schizzare in alto.
La diplomazia occidentale ora si scorda che la guerra, di fatto, l'ha iniziata la Georgia.
Inoltre la piccola Repubblica caucasica è pure uno Stato che vuole entrare nell'Anato.
L'Occidente ha subito uno schiaffo e una sconfitta non solo morale: la Russia e la Cina possono sfidare gli interessi di Francia e Stati Uniti senza gravi conseguenze.
Arduino Rossi

Calunniatori via blog


Come ci si può difendere dai calunniatori dei blog, persone che insultano, convinti di non essere individuati.
Ci sono esseri che dicono tante sciocchezze,con arroganza, sparano sentenze, minacciano, via e.mail.
Bisogna sempre sopportare? Si deve passare alle vie legali e basta per ottenere giustizia?
Forse con il giudice di pace, chiedendo un risarcimento civile e minimo, si potrebbe finalmente mettere alle corde costoro.
Qualche volta sono veramente esasperato e non nascondo di essermi infuriato, rispondendo con le rime, passando dalla parte del torto.
Conosco bene le regola antica, saggia che dice: “Mai reagire alle provocazioni!”
Comunque bisogna difendersi e con coraggio da certi individui, almeno i più monotoni:io invito, per chi ha tempo e qualche soldo da buttare, di praticare questo sistema un po' più veloce di una lunga causa civile, che può durare anche 20 anni.
Io purtroppo non ho né tempo e né denaro da gettare: sono qualcuno che vive di rendita, nulla facente, si potrà dilettare in tale iniziativa.
Non desidero aumentare le cause dei tribunali, solo dare un freno al brutto vizio dell'insulto per idee diverse dalle proprie, alle minacce, fisiche o misteriose.
Siamo già limitati da troppi potenti e poteri forti, non possiamo mai dire ciò che pensiamo senza rischiare la censura, ora dobbiamo pure subire la gran massa degli imbecilli impenitenti, dei pidocchi della rete.
Si dice che la mamma degli imbecilli sia sempre incinta: è ora che anche costoro imparino un po' di buona educazione.
Arduino Rossi

Emergenza sicurezza stradale


L'emergenza sicurezza stradale non può più essere vista come qualcosa che passerà.
Se è impossibile eliminare il pericolo degli incidenti è pure vero che molto si può fare: non basta la repressione, arma poco popolare e spesso contrastata dai soliti “duri” del volante, che si vantano di aver vinto, davanti al Giudice di Pace o in Prefettura, ricorsi contro quella amministrazione o contro quel vigile, noto per la sua rigida visione della legge, per multe il cui costo di tempo speso, di marche da bollo e di rabbia mangiata, non valevano tutto questo impegno per non pagarle.
Lo Stato e tutte le amministrazioni devono fare uno sforzo economico per migliorare la situazione.
Oso proporre un metodo: fare una statistica precisa sui tratti più pericolosi, dove sono avvenuti più incidenti gravi, valutarne le cause ed intervenire.
Spesso basta allargare un breve tratto di strada, sostituire qualche cartello, illuminare certi punti, segnalare meglio una curva per avere molti incidenti in meno.
Prima di iniziare opere faraoniche, prima di costruire altre strade, sarebbe una scelta giusta dare qualche sicurezza in più per chi percorre le vie nazionali di comunicazione: non è solo con la lotta per la sicurezza, intesa come repressione del crimine, che si migliora la vita delle persone.
Siamo ancora il Paese europeo dove è più rischioso muoversi in auto.
Benché il numero dei morti è sceso sotto i 6.000, restiamo sempre in ritardo rispetto alla Germania e alla Francia, in particolare alla Gran Bretagna, con i suoi 3.297 morti sulle strade nel 2006: quest'ultimo Paese ha condizioni simili alle nostre,
per il numero delle auto e lo sviluppo della rete stradale, ma ha pure leggi durissime per reprimere le infrazioni al codice stradale.
Inoltre le strade inglesi sono pure ben tenute, con una meticolosa manutenzione.
Comunque educare ed ancora educare con tutti i mezzi legali gli automobilisti resta sempre la principale priorità, la strategia vincente per evitare incidenti.
La colpa umana, del guidatore, è sempre la prima delle cause e si attesta sopra il 90%: non bastano i controlli e la repressione di modi scorretti di agire.
Dobbiamo evitare sempre la guida in stato di ebrezza, dopo aver ingerito o abusato di sostanze stupefacenti, quando si è stanchi, quando non si è in condizioni fisiche e psicologiche per guidare.
Solo noi possiamo decidere cosa fare e non solo per la paura delle ammende, per il terrore di vedersi sequestrata la patente, o per l'incubo della perdita dei punti sul documento di guida: un po' di maturità e di intelligenza non fa male.
Arduino Rossi

I giudizi sul governo Berlusconi


Stanno arrivando i primi giudizi positivi da qualche giornale autorevole estero per il governo Berlusconi: il settimanale statunitense Newsweek esalta i risultati dei primi 100 giorni di governo.
Qualcun altro, sotto sotto, borbotta, che questo è il governo dei treni in orario, anzi delle strade pulite di Napoli, degli statali che faticano, come al tempo di quello là.
Le nostre opposizioni tacciono, tranne l'ardimentoso Antonio Di Pietro, che non perdona l'immunità al Cavaliere.
C'è sempre il Grillo nazionale che ci descrive a tinte fosche, battendo con il suo blog tutti in Italia, nonostante gli sforzi degli altri, compreso Rai e periodici di grande tiratura: la rete di Internet è la nuova foresta di Sherwood per i moderni Robin Hood.
A sorpresa una parte della realtà cattolica non tace e proprio dalle pagine di “Famiglia Cristiana” piovono critiche al governo per le impronte digitali prese ai rom e per tutto il resto, come aiuti ai più poveri, emigrazione: la stampa del Cavaliere si è addirittura scomodata per presentare, con tanto di fotografia in primo piano, il prete che osa tanto contro di loro sul settimanale cattolico, definendolo un giornalista d'assalto.
Proprio il giornale Newsweek sostiene che il sistema del Cavaliere sia quello di un pugno di ferro dentro un guanto di velluto: chi se lo prenderà in faccia se ne accorgerà.
Invece l'opposizione della sinistra estrema tace: si lecca le ferite, dopo la sconfitta storica alle ultime elezioni.
La crisi economica avanza e nelle fabbriche, negli uffici, avere ancora il posto di lavoro pare già molto.
Arduino Rossi

Pirati online contro i Diritti d'Autore secondo la normativa italiana.
“The Pirate Bay” non potrà essere contattato dall'Italia: non si potrà più scaricare film e musica dal portale svedese per ordine della magistratura.
Chi vincerà? Il gip di Bergamo o questi ricchi pirati oltre le frontiere?
La loro risposta verbale non è mancata: hanno accusato il legittimo provvedimento, bollandolo come “fascista”: hanno già preso la decisione di modificare l'accesso del loro sito, per renderlo usufruibile da un altro indirizzo web.
Quanto potrà servire il provvedimento della Guardia di Finanza?
Renderà alla peggio meno facile raggiungere il sito incriminato, ma con il passa parola e con l'abilità che hanno i ragazzi di oggi con Internet, fra poche settimane si potrà scaricare ancora, impunemente musica e altro.
Con questo non voglio dire che sia stata un'iniziativa inutile, ma se non ci si organizza a livello europeo, per lottare contro i pirati, i truffatori e tutti gli altri comportamenti illegali in Internet, sarà impossibile avere dei risultati duraturi.
Lo sanno bene i regimi antidemocratici del mondo che, per impedire il diffondersi di notizie non passate alla loro censura, provano in ogni modo di fermarle , ma con scarsi esiti.
La stessa Cina fu costretta a bloccare il servizio Internet per arrestare il passaggio di ciò che non gradiva, dall'estero, durante la rivolta per l'autonomia del Tibet.
La censura, anche quando è giusta, come per la pedo-pornografia, fa fatica ad essere imposta.
E' un bene? E' un male?
Io sono sinceramente convinto che la libertà sia un bene troppo grande, troppo bello e valga pure qualche inconveniente: se questa santa libertà non dà spazio a certi criminali che colpiscono gli innocenti, come i bambini, le fasce più debole della popolazione, va bene così.
Sapere che esiste uno strumento così potente, che facilmente ti permette di prendere per il naso dittatori, stupidi censori, bigotti di ogni specie e fede, mi dà tanta gioia.
L'unico punto sta appunto nella forza dei criminali, nella loro abilità di azione: si pongono accanto ai dissidenti tibetani, agli oppositori iraniani, ai cinesi che si prendono beffa dei burocrati con gli occhi a mandorla.
Il difficile sta appunto in questo: mettere in armonia legalità e libertà.
Come si può contenere tutto questo senza dare armi ai soliti uomini di potere senza fantasia, che si indignano per una innocua barzelletta?
Arduino Rossi

Indù e fanatismo


Le caste hanno l'origine nel pensiero e nella religione Induista, che ha molte forme, espressioni e contaminazioni, ma ha in comune la fede nella reincarnazione: le colpe delle vite precedenti cadono su quelle attuali e ognuno ha quello che si merita.
Se uno nasce ricco e di casta alta prima si era comportato benino, invece, se un altro nasce tra i paria, gli intoccabili, è stato in precedenza un cattivone: non si può intervenire nel Karma, guai a cercare di aiutare i miserabili e farli salire socialmente, si commette “peccato mortale”.
E' questo che provoca tanto odio per le nuove conversioni, che portano anche a miglioramenti sociali: tutto questo favorisce mutamenti nella scala sociale, da cui sono scaturite reazioni violente, secondo la solita logica di chiusura e di integralismo fanatico, tipico di questo inizio di Millennio.
Non voglio far arrabbiare i soliti sincretisti, i figli dell'Oriente con le sue filosofie irrazionali, fiorite per sognatori, amanti del fiore di Loto e anche, talvolta, del Papavero.
La mia generazione è stata travolta dai discorsi dei guru che insegnavano l'amore (quale non si sa), la pace (forse quella dei sensi), la libertà delle farfalle (altri dicevano delle mosche).
L'India per qualcuno, con certi cappellini strani che non dico cosa mi rammentano, è l'esempio di democrazia da imitare.
Noi italiani, Dario Fo direbbe Italioti, abbiamo sempre qualcosa da copiare.
Il bagno nel fiume Gange era un rito dovuto per molti giovani, ma spesso poi terminavano il lungo viaggio nell'Afghanistan precedente all'invasione sovietica, a fumare hashish e marijuana.
Quanti imbecilli direbbe qualcuno?
Non so dare torto a chi pensa così, ma era un'epoca un po' strana e a 20 anni si fanno sciocchezze di cui poi spesso ci si vergogna.
Arduino Rossi