venerdì 5 settembre 2008

Le carceri sono nuovamente colme.



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


Sino ad oggi si è scelto la scorciatoia dell'indulto e delle amnistie, oltre al sistema di lasciare cadere in prescrizione le accuse: questo capita per i reati minori, ma qualcuno insinua che sia in uso pure per i procedimenti dei politici, di certi politici.
La sicurezza può essere combattuta da una maggior presenza di poliziotti?
Lo scopo pratico di questa operazione, che porta i militari nelle nostre città, è quello di rimandare in attività di indagine e repressione agenti utilizzati per vigilare.
Tutto bene quindi, ma i nostri carabinieri e poliziotti i ladri, gli stupratori, i truffatori, gli spacciatori li arrestano, peccato che costoro non restano in carcere.
Perché?
Perché le patrie galere sono piene e possono scoppiare, poi si rischia sempre di trattar male, senza rispetto dei diritti umani, i carcerati ed essere poi richiamati dalle organizzazioni internazionali, sgridati pubblicamente.
I soldi per nuove carceri non ci sono e non devono esserci, invece un fatto è certo: in prigione si sconta spesso l'arresto e la carcerazione preventiva, ma non quella definitiva.
Quindi quasi mai Giustizia è fatta, la pena non è proporzionale al crimine commesso, ma a tanti altri fattori: uno è dovuto all'abilità dell'avvocato di allungare i tempi del processo, così da non arrivare a una sentenza definitiva.
Una volta i grandi difensori erano valutati per la loro eloquenza, le loro argomentazioni e la capacità di mettere in difficoltà l'accusa con osservazioni intelligenti.
Oggi bastano pochi stratagemmi da Statale fannullone, che ritarda sempre lo svolgimento dei propri doveri, per far uscire di prigione ogni tipo di farabutto, tranne per gli assassini, i rapinatori e i mafiosi.
In questi casi la prescrizione è troppo lontana e si può ottenere una scarcerazione per scadenza dei termini di custodia, che è già tanto per criminali simili.
Ora perché non si riforma la giustizia?
Perché non si impongono metodi di giudizio più rapidi, con pene non durissime, in proporzione al reato commesso, ma certe?
Se un ladro è stato preso sul fatto deve pagare, se non subito, al più presto.
Alternative alla pena immediate non ce ne sono.
Arduino Rossi

La Colombia delle Farc



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


La Colombia è da anni considerato uno delle zone più pericolose al mondo per la violenza, terribile ed è endemica: si parla, mediamente, che ci sono dai 30 mila ai 60 mila morti all'anno per omicidi di ogni genere e situazione.
La guerra civile ha origini antiche, in pratica dalla guerra che portò la secessione dello Stato di Panama, fatto voluto dagli Stati Uniti per poi scavare e controllare meglio l'importante canale che collega l'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico.
Gli statunitensi in Colombia sono poco popolari ed è meglio dirsi europei da quelle parti, per non trovarsi in spiacevoli equivoci.
Dopo anni di scontri tra due frazioni, che portarono al potere il Partido Conservador Colombiano, in alternanza al Partido Liberal Colombiano (Partito Liberale Colombiano), la pace non è arrivata.
La guerra continua ancora, ma per controllare i traffici di cocaina, che devono passare, per motivi geografici, dalla Colombia da tutto il Sud America, per poi confluire negli Stati Uniti e nel resto del mondo, compreso l'Europa.
Cosa ha a che vedere tutto questo con i guerriglieri marxisti?
Molto, tantissimo, perché la cocaina si coltiva nella foresta, nelle zone rurali e chi controlla il territorio è ricco e potente.
I narcotrafficanti si limitano a trattare con chi gli fornisce la materia prima e non guardano in faccia a chi gli porta la roba: possono essere guerriglieri barbuti, appartenenti ai gruppi di autodifesa, che forse si possono chiamare pure squadroni della morte, oppure sono semplici banditi, funzionari corrotti, ufficiali dell'esercito o poliziotti.
Si capisce che chi possiede più territorio, in questo gioco sporco di sangue, è il più forte.
I guerriglieri, i dati non sono sicuri, controllerebbero dal 30% al al 70% del territorio:
ci sono pure altri gruppi minori che si confondono.
Perché si definiscono rivoluzionari e marxisti i nostri guerriglieri dediti al traffico di narcotici e al rapimento di persone?
E' solo un espediente per darsi un alibi, una copertura, per non essere catalogati dei volgari banditi comuni.
Chi paga sono i contadini e la gente che si trova nel mezzo di tutto questo: è difficile non compromettersi con una parte e con l'altra, ma si rischia di finire giustiziati come guerriglieri dai militari, dai gruppi paramilitari, mentre si termina nello stesso modo per mano dei “rivoluzionari”, ma uccisi come i nemici del popolo.
Il comunismo con tutto questo cosa ha a che fare?

Clonazione, gioie e dolori.



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


Il perché la natura non abbia usato la clonazione per riprodurre gli esseri viventi superiori è legato a fattori logici e razionali: il primo sta nella forza di una specie con molte varianti al suo interno, può dare risposte differenti all'ambiente e permettere all'intera specie di adattarsi meglio.
E' il principio della biodiversità, che non bisogna scordare, poi c'è il rischio che un virus riesca a trovare un varco nelle difese di un singolo elemento e ucciderlo o farlo ammalare: se troverà altri individui simili riuscirà a trionfare su tutti.
Invece una popolazione animale o umana, con differenze al loro interno, avrà maggiore possibilità di sopravvivere e di fermare un'eventuale epidemia.
Queste sono alcune delle motivazioni, spiegate da un non esperto, che sconsigliano la clonazione.
Invece esistono altri dubbi, il primo sta nel rifiuto della morte, la principale paura di ogni essere vivente, ma è pure una risposta razionale e sensata alla vita: si nasce, si vive e si muore, come un concatenarsi razionale di causa ed effetto.
Ora si cerca di vincere sorella morte con la clonazione, ovvero con la sostituzione di un essere caro, animale per ora, ma in futuro si proverà anche con l'uomo, ricreando un sosia, oso dire un gemello monozigote, ma più giovane di anni o decenni.
E' certamente una risposta contro la natura, mi azzardo ad affermare, contro la logica della vita, dura e crudele, ma giusta, sensata, terribile.
La tentazione di riavere il proprio figlio morto, il marito, ma pure il padre e la madre sarà grande, quasi irresistibile.
Arduino Rossi

I fanulloni sono stati precettati



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


Sono stati così 25.000 i dipendenti pubblici che hanno “preferito” restare al caldo, dietro le loro scrivanie e non hanno marcato visita, come si diceva un tempo nel gergo militare.
Sono tutti contenti?
No, ovviamente!
Oltre a chi è rimasto a lavorare nonostante l'afa, ci sono i sindacati, tutti dalla Cisl Cgil e Uil, con le sigle dei sindacati di base, dei gruppi autonomi di categoria: tutti assieme non sono felici.
I tagli sono stati consistenti, senza contrattazione e poi c'è la questione del trattamento diverso per i lavoratori dipendenti da quelli pubblici.
Brunetta è entusiasta e parla di miglior efficienza nei servizi svolti, fatto però da dimostrare e difficilmente misurabile con semplici valutazioni.
Era necessario un ministro tutto di un pezzo per mandare al lavoro i fannulloni?
Sono tutti fannulloni quelli che sono tornati al lavoro?
Gli assenti che sono rimasti a casa sono tutti autentici ammalati?
Un medico mi ha confidato che tra i pubblici dipendenti c'era il terrore nei primi giorni dell'entrata in vigore del Decreto Brunetta.
Persone non al massimo della salute erano andate al posto di lavoro, per non perdere parte dello stipendio, per non avere problemi con la visita fiscale.
Tutti questi dipendenti, in un certo senso precettati, renderanno di più?
Ora lo stesso ministro si è accorto che dovrà usare anche la carota, per far funzionare i pubblici servizi.
A questo punto ci sono dolori: i dipendenti pubblici sono persone stanche di non vedersi valorizzati per il lavoro veramente svolto.
Il merito è legato a fattori misteriosi quasi sempre.

Il nobili sono ancora prepotenti



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


Mi è capitato un fatto incredibile, o almeno che ha dell'incredibile per me: un tizio (non faccio nomi) mi ha detto che, per un insulto su un blog a un nobile, o meglio agli antenati di costui, ha fatto scatenare un putiferio.
Un tizio sosteneva, commentando un comunicato, che quelli, i nobili in questione, avevano fatto i soldi sulla pelle dei suoi avi, contadini.
Il “potente” signorotto ha presentato una denuncia alla polizia postale per difendere l'onore di famiglia.
Tutti noi sappiamo che la polizia postale ha tante cose da fare: non c'è casella postale che non sia invasa da e.mail di truffatori che organizzano imbrogli, c'è il terrorismo che naviga su Internet, ci sono i farabutti che si impossessano dei dati delle persone per rubare l'identità, per truffe o altro.'
Ci sono i pedofili e spesso le nostre segnalazioni finiscono nell'archivio della polizia, se non le nostre denunce, per il gran numero di misfatti che capitano tutti i santi giorni nella rete.
Ora pare che il nobile sia riuscito a ottenere notizie precise sul suo calunniatore, o presunte tale, ottenendo l'indirizzo informatico: si vede che ci sono persone che arrivano dove noi non possiamo neppure sperare di avvicinarci.
Le domande che mi pongo sono tante, ma una in particolare mi interessa.
Siamo tornati nel Medioevo?

venerdì 8 agosto 2008

Lo spettacolo della pena capitale



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.






LINK-UTILI



La pena di morte potrebbe essere uno spettacolo popolare, anche se servono stomaci forti per vederla: se fosse diffusa veramente, su Internet, anche in televisione, batterebbe tutto e tutti,
In fondo il condannato a morte è uno sconfitto, che si è fatto catturare come un fesso.
Se ora lo friggono sulla sedia elettrica se lo merita, ma non per le sue colpe, perché non è riuscito a sfuggire ai giudici.
Inoltre tra la gente il desiderio di giustizia sommaria è grande: in molti si augurano che i colpevoli paghino, anche con la vita e non per tutta la vita, come è giusto per gli assassini.
La tensione sale e il senso della pietà scende, con la tolleranza e la voglia di perdonare, o almeno concedere ai colpevoli il tempo di pentirsi durante la pena.
Si sa che pure le incertezze economiche, la paura del futuro, per sé e per i propri figli, fa salire l'istinto di autodifesa, che si sfoga con i colpevoli o presunti tali.
Il capro espiatorio era un capretto di un anno, che il popolo di Israele mandava praticamente a morire nel deserto, in espiazione dei peccati di tutto il popolo.
Questo è un metodo usato da tutti i poteri, quando le cose vanno male:
si prende uno o più di uno, su cui caricare le emozioni negative della gente e lo si punisce in modo esemplare.
Ci furono gli ebrei, le streghe, gli eretici, ma pure i cristiani, gli armeni, i cinesi per alcune popolazioni asiatiche, che furono accusati di ogni nefandezza, per poi colpirli, emarginarli, massacrarli.
I pogrom nella Russia zarista, i neri impiccati dagli incappucciati del Ku Klux Klan nel Sud degli Stati Uniti, gli armeni nella Turchia dell'inizio del Novecento sono l'esempio negativo, quasi classico, di odio insensato, irrazionale, usato dal potere ufficiale per allentare la tensione interna.
La gente desidera giustizia sommaria?
Arduino Rossi

Il gestaccio di Bossi alla bandiera



Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.




LINK-UTILI


I gruppi comunisti, in passato, erano più amanti della Patria del capo indiscusso della Lega Nord: è un fatto strano e un po' lascia perplessi.
I simboli, per un certo modo di considerare la politica e la Nazione, sono sacri: guai ad insultarli.
Infatti esistono delle leggi che condannano il vilipendio alla bandiera: probabilmente ci sarà un seguito giudiziario di questa vicenda, che darà inevitabilmente altra pubblicità a Bossi.
Portare in tribunale per un gesto di ribellione un leader politico, non in ottime condizioni fisiche, è il miglior modo di renderlo popolare presso la sua base.
Ora il Pd vuole chiarezza e sostiene che i leghisti attacchino l'unità nazionale, proprio dal cuore del potere.
Ora è impensabile che gli uomini di un partito con cariche istituzionali così importanti, con Ministri e la partecipazione diretta al governo dello Stato Italiano, possano desiderare di smembrare l'Italia: andrebbe contro i loro interessi.
Alla peggio spingeranno al federalismo, visto come panacea per tutti i mali.
Facciamo il riassunto della situazione: Bossi fa un gestaccio, la destra minimizza e la sinistra urla allo scandalo.
Si sostiene che Silvio Berlusconi sia ricattato dalla Lega, che il Paese si potrebbe frantumare.
I portavoce della maggioranza invece sostengono che si cerchi lo scandalo per non vedere e far vedere i grandi risultati del governo, un esempio le strade pulite a Napoli.
Sì, tutto finisce in un battibecco su argomenti un po' datati: il vittimismo della maggioranza, le accuse, ripetute mille volte della sinistra, i giudici visti come eroi o come infami, a seconda della posizione politica.
Questi giudici sono politicizzati?
Sono a servizio dei comunisti?
Sono gli amici dei nemici di Berlusconi?
Sono dei combattenti solitari contro il male?
Sono.......?
Io invece ho la sensazione che qualcuno reciti delle parti da copione e le ripeta sempre allo stesso modo, cambiando scena e teatro, ma non argomenti.
Sì, forse cercano di allontanare la nostra attenzione da altre questioni, serie e gravi, che ci pendono sulla testa.
La recessione, la crisi delle famiglie, anche dal punto di vista economico, il lavoro per i giovani, l'ambiente, l'energia che non c'è, il terrorismo, l'invecchiamento della popolazione sono problemi grandi come macigni: speriamo che dall'autunno si ricominci a parlare di queste faccende.
Arduino Rossi