venerdì 22 maggio 2009

Il suicidio perché soli con il mondo nemico.

Giorgio Nugnes si è ucciso e il suo Avvocato Nello Palumbo ha affermato: “Sentiva un accanimento nei suoi confronti. Il tragico gesto non può che essere connesso alla vicenda giudiziaria che lo ha investito, percepiva la difficoltà di far emergere la sua verità per i fatti di Pianura.”
Nugnes era stato implicato nelle indagini per le manifestazioni anti-discarica e gli scontri a Pianura: era stato attaccato dalla stampa come un organizzatore delle rivolte, delle sommosse che volevano impedire la riapertura della discarica.
L'angoscia è tremenda quando si è soli contro tutti, quando si è additati a nemici del popolo, in questo caso di essere addirittura in contatto con la Camorra.
Si parla di sciacallaggio da parte della stampa, o di una parte di essa, che non rispetterebbe i limiti del buon senso, di accanirsi contro questo e quello.
Il problema sta sempre nella difesa del diritto di cronaca e di opinione, prima ancora che ci siano le sentenze definitive dei processi, che in Italia sono particolarmente lunghi.
La giustizia sommaria che esce dalla carta stampata è spesso enfatizzata con luoghi comuni, ricerca di colpevoli facili, ma ci si scorda pure dell'essere umano che sta dietro al personaggio che viene sbattuto in prima pagina: il “mostro” è sempre una persona con sentimenti e con paure, angosce, depressioni.
I cattivi che la televisione, i mass media, descrivono come caricature da additare al pubblico ludibrio, non paiono persone reali: ogni uomo è complesso, colmo di contraddizioni e di sentimenti contrastanti, i cronisti spesso se lo scodano.
Ora ci saranno tante polemiche contro i cattivi giornalisti, ma la stampa deve fare il suo lavoro: se ha esagerato, se qualcuno ha calunniato è giusto che sia punito, ma solo in quel caso.
La libertà di parola non deve essere limitata, mai.
Invece esiste pure un'etica professionale che non dovrebbe permettere di dare giudizi pesanti, ma neppure insinuare con scaltrezze ambigue, le colpe e i colpevoli.
Tutto è difficile quando si parla di fatti gravi o ancora di più di corruzione: si deve dire, affermare, valutare, analizzare, mai giudicare i presunti colpevoli.
Quando poi c'è un gesto così grave si resta sconvolti: la tragedia che sta dietro a un uomo che decide di togliersi la vita lascia un vuoto immane e troppi dubbi.
Quando un uomo si sente additato come il colpevole, come colui che ha commesso il male, anzi il simbolo del male, per lui la vita diventa un peso enorme.
Sì, il diritto di cronaca non dove essere il diritto a un giudizio, a una sentenza inappellabile: sono condanne morali che spesso pesano molto di più di quelle della giustizia dei tribunali.
In molti casi i tribunali assolvono o infliggono pene lievi, ma la morte morale che esce da una sentenza giornalistica non perdona, brucia la terra sotto i piedi per i sentenziati e non c'è riabilitazione per costoro, anche dopo anni.
Oggi in Italia si temono molto di più i giornali che i tribunali.
Le parole sono pietre?
Non essendoci spesso una sentenza definitiva per la giustizia ufficiale, per prescrizioni, indulti, amnistie, si crede solo a quella della stampa e quella non fa sconti, nel bene e nel male: assolve e condanna, ma spesso e fallace come tutte le giustizie sommarie.
Arduino Rossi

Il terrore corre online: Silvio Berlusconi vuole regole mondiali per Internet.


Il Presidente del Consiglio ha visitato il Polo tecnologico di Poste italiane all'Eur di Roma e preso da entusiasmo ha lanciato la sua sfida al "disordine" della rete: "Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo.... e lo faremo a gennaio, quando sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20.........rappresenterà l'80% dell'economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale".
Un po' di paura l'ho avuta pure io e un brivido mi è sceso lungo la schiena.
Sta per finire la magnifica libertà di Internet?
In questo G20 ci sono Stati per nulla democratici, altri sono democrazie solo in apparenza, altri sono autentici regimi tirannici, di genere diverso: a tutti costoro i limiti alla rete farebbero comodo.
Cosa vorrà il Cavaliere esattamente?
Cosa intende per regole?
Vuole solo combattere i truffatori, i pedofili, coloro che violano la privacy senza pudore?
Vuole limitare la libertà di tutti imponendo un blog unico con Emilio Fede come direttore, opinionista, gestore e altro?
Forse è preoccupato per la tanto temuta o attesa migrazione dei soldi della pubblicità dalle televisioni a Internet: fatto che sta avvenendo negli Stati Uniti, ma qui, da noi, pare ancora lontano.
Sì, non credo che sia per ostacolare la libertà di pensiero, ma sia solo per porre un freno a questo temutissimo, per lui, evento storico: la fine delle televisioni, delle radio via etere e il loro assorbimento da parte di Internet.
Ora contro queste regole e per lasciare tutta la libertà di pensiero possibile su Internet ci sono le multinazionali del settore, ben più potenti e importanti di Mediaset, che impediranno qualsiasi intromissione nella rete mondiale: l'assoluta libertà dei blog fa parte del gioco, che poi è controllato dall'alto, ma noi, semplici fruitori del servizio, non ce ne accorgiamo.
Obama è stato eletto perché ha vinto la sua battaglia su Internet: non credo che ora si voglia sbarazzare di questo strumento che gli è stato così utile.
Tecnicamente è possibile censurare Internet?
Che tipo di censura si vuole imporre?
Con tutti i problemi che affliggono il pianeta, perché interessarsi di Internet?
Questa proposta, che sarà diffusa tra il miliardo circa di frequentatori della rete, danneggerà la nostra immagine come Paese?
Di conseguenza avremo un contraccolpo economico?
La possibilità che dal G8, o dal G20 escano regole ferree che limitino la nostra libertà, in tutto il mondo, è estremamente improbabile, ma il parlare di limiti è pericoloso, perché forse proprio in Italia si vorrà imporre qualche carta da bollo da pagare per aprire un blog.
La stupida burocrazia è sempre dietro l'angolo: io invece non credo che sia possibile impedire alla gente di essere libera di esprimere ciò che vuole, usando Internet.
Ci sarà una disobbedienza comune della quasi totalità dei frequentatori della rete: non posso immaginare che milioni di ammende potranno essere imposte a chi disubbidirà alle future regole.
Sono pure convinto di un fatto: fra quattro anni Internet avrà una grande importanza per le future elezioni politiche.
Questa proposta probabilmente avrebbe fatto perdere le elezioni al Cavaliere: per sua fortuna il popolo della rete è ancora confuso, troppo giovane e inesperto, altrimenti le proteste sarebbero state ben più furiose, anzi ci sarebbero state delle urla da far traballare la poltrona del Signor Presidente del Consiglio.
Io non mi espongo mai, ma questa volta voglio chiedere un favore, fare una preghiera.
Non toccate la libertà di Internet: è un sogno troppo bello quello che si vive in rete, senza polpettoni televisivi, senza reality, senza giornalisti sempre pronti a fare inchini a chi conta e ha un po' di potere: lasciateci sognare ancora un po'.
Vi scongiuro!
Arduino Rossi

Brunetta e le pensionate del futuro.

Renato Brunetta ora si interessa di pensioni, anzi di pensionate e vuole fare “una battaglia di libertà”, per “obbedire” alla sentenza della Corte di Giustizia Ue.
Porterà al prossimo Consiglio dei Ministri e direttamente da Berlusconi la sua richiesta di uguaglianza tra i sessi, innalzare nel Pubblico Impiego i 65 anni pure per le donne.
Lui, il terrore dei fannulloni, questa volta vuole difendere le signore: “..è un tormentone che angoscia gli italiani, ma dobbiamo obbedire alla sentenza. Tutti sappiamo che le donne non fanno carriera, che hanno meno salario e che non arrivano ai vertici delle varie professioni.”
Quindi è per dare pari opportunità alle donne, ma pure nel governo c'è qualcuno che se la prende con simpatia: Roberto Calderoli ha semplicemente commentato “Brunetto-scherzetto”, ma il ministro più popolare, almeno così sembra, non si arrende.
I sindacati si sono infuriati e pare che questa volta siano tutti d'accordo nel contestare l'iniziativa: chiaramente la condizione di favore per le donne, se può essere vista tale, riguarda solo il Pubblico Impiego, ma poi potrebbe essere allargata anche al privato, per dare pari opportunità anche in altri settori.
In verità in diversi comparti pubblici la possibilità di andare in pensione sino ai 65 anni, per le donne, esiste già, anzi sino a poco tempo fa si permetteva anche di raggiungere i 67 anni, per entrambi i sessi, su richiesta.
Quando poi si parla di età pensionabile in Italia in tanti vanno in crisi: spesso non è il lavoro che è pesante, ma l'ambiente, i colleghi, la distanza da percorrere per giungere sul posto di lavoro.
La pensione è un sogno che si allontana sempre più e pare quasi irraggiungibile per molti, uomini e donne: ora Brunetta ha parlato di innalzamento su base volontaria dell'età pensionabile delle donne, ma si sa che i volontari in Italia spesso diventano obbligati, in certe situazioni.
Voglio fare due conti: le donne hanno circa una media di vita attuale di 83 anni e una speranza di vita ancora più alta dai 60 anni.
Ora si dovrebbe pagare, mediamente, per almeno 23 e più anni le pensioni alle signore, mentre ai maschietti dopo i 65 rimarranno solo 12 miseri anni per “spassarsela” da pensionati e darsi alla “pazza gioia”, allo “sperpero”, sempre secondo i dati statistici.
E' per questo motivo che il ministro di ferro vuole alzare l'età alle signore?
L'Europa ci impone questo, quello e devo dire che l'obbedienza dei nostri governanti è in alternanza: per le questioni ambientali si minaccia il veto, per le pensioni si obbedisce.
Per Rete 4 invece cosa si fa?
E' meglio non farsi troppe domande altrimenti ci troviamo il simpatico Emilio Fede sul satellite con il suo telegiornale: in fondo Emilio ci dà molto con la sua cortese ...fedeltà.

Cosa ne pensano le donne di questa proposta?
Ho dei dubbi che tale iniziativa risulti molto popolare nell'ambito del gentil sesso, tranne per le più affezionate alla loro scrivania: rischiare di dover trascorrere altri 5 anni in un polveroso ufficio pubblico proprio non le rende entusiaste.
Se questa uguaglianza poi passasse pure al privato la faccenda si farebbe un po' complessa: non è colpa delle donne italiane se campano sempre di più.
Beate loro!
I soldi per le pensioni sono sempre pochi?
Forse la soluzione potrebbe essere nel far cadere il rigido rapporto tra età da pensionati ed età da lavoratori.
Far cadere l'obbligo di andare in pensione a una data età, ma permettere a chi vuole di lavorare regolarmente a qualsiasi età, favorendo pure i rientri provvisori, per brevi periodi, di pensionati che vogliono ancora sentirsi utili, magari arrotondando la magra pensione.
Chi vuole vada, chi non vuole resti e tutti saremo contenti.
Certe esperienze lavorative possono essere sfruttate anche a età avanzata.
Ciò che fa paura è l'obbligo di dover restare in quel dato posto di lavoro, senza potersi muovere, sino alla tomba: vada pure per un innalzamento su richiesta degli interessati, ma non trasformiamo i luoghi di lavoro in reparti geriatrici.
Brunetta prima dà la possibilità di andare un prepensionamento a chi ha 35 anni di contributi, nel Pubblico Impiego, poi parla di innalzare l'età delle donne: io non ho capito dove vuole arrivare.
Vuole svecchiare la Pubblica Amministrazione o la vuole trasformare in un centro per anziani?

Arduino Rossi

Berlusconi ora vuole riformare la costituzione.

Berlusconi ora vuole riformare la costituzione: dopo aver comprato l'Italia, anzi l'Italietta, quella piccola e un po' pidocchiosa, quella che rischia sempre di trovarsi la casa venduta all'asta, o i mobili sequestrati.Sì, quella povera Italia che spende di più di quello che guadagna, che vive credendo alla frottole, se preferite, che crede nelle palle: si copre di fasulle realtà, di patrimoni sempre più sottili, ma il decoro sta al primo posto, compreso i soldini da dare ai bambini i vestiti firmati. per fare bella figura con i compagni.Apparire è importante, lo ha insegnato Silvio Berlusconi che l'immagine è tutto: peccato che Lui i soldi li ha fatti vendendo la sua immagine, guadagnandosi crediti su crediti dal nulla o quasi.Un personaggio simile dove sarebbe finito negli Stati Uniti?Lascio a voi la risposta, ma da noi invece uno così lo mettiamo a governare: noi italiani siamo furbi e poi ci troveremo le tasche vuote.Sarà colpa dei comunisti?Essere pollastri così è una nostra colpa, basterebbe non sentirci furbi come lui quando non paghiamo la multa, tutte le tasse: essere onesti dà dei diritti forti, tra cui quelli di mandare all'inferno i burocrati.Se abbiamo Berlusconi al governo e tante tasse, se abbiamo burocrati cretini che spadroneggiano ce lo meritiamo: basterebbe pretendere i nostri diritti da cittadini tutte le volte che subiamo un torto, un ritardo, magari con non risarcimento adeguato.Non lo facciamo perché siamo un po' dei conigli, un po' dei furbetti, certamente siamo dei fessi.
Arduino Rossi

Borsa Valori


Ci sono ancora perdite nel mercato azionario: pur con il calo storico, con il ritorno ai valori del 1997, prima che iniziasse a salire in modo contraddittorio, come se fossimo sulle montagne russe, la Borsa perde ancora.
Oggi però la discesa è continua e non si vedono neppure i petrol dollari, forse perché il crollo del prezzo del petrolio ha costretto molti ricchi sceicchi a stringere la cinghia: nonostante le minacce di invasioni di capitali stranieri,magari arabi, il mercato finanziario langue e piange.
Gli speculatori, o una parte di essi, tanto famigerati e tanto disprezzati, ma di fatto sempre con il volto sconosciuto, hanno perso parecchio in queste settimane, con i rimbalzi e i crolli successivi.
E' difficile prevedere come andranno le cose: temo che ci siano ancora cali di assestamento, poi alti e bassi improvvisi, imprevedibili.
Nel 2009 ci saranno delle cadute e forse l'indice Mibtel scenderà sotto i 10.000, poi risalirà, quindi bisognerà giocare sempre con “l'orso”, a ribasso, muovendosi moltissimo, magari grazie ad Internet.
Nel prossimo anno ci sono ottime possibilità di guadagno, ma pure di perdita: bisogna essere molto cauti.
Arduino Rossi

l vento della corruzione soffia ancora?

Tutto gira attorno alla “Romeo Immobiliare”, di Alfredo Romeo, che uscì da Tangentopoli con una condanna a 2 anni e sei mesi, mai divenuta definitiva. Nel 1989 la Romeo Gestioni vinse un appalto miliardario: doveva amministrare il patrimonio di 100 miliardi di Lire del patrimonio pubblico del comune di Napoli. Così il potere di questa società crebbe, stando a cavallo dei due poli politici. Nel 2007 riusciva a gestire 48 miliardi di Euro di immobili di Roma, Milano Venezia e altre città di tutta Italia: questo impero però seguiva rapporti “favorevoli e interessanti” con i politici e gli amministratori, secondo gli inquirenti. Intano i giudici stanno indagando e già pare che si possa allargare l'inchiesta, cercando non solo nella giunta partenopea di Iervolino. I politici si dichiarano sempre estranei agli scandali e non è giusto fare i forcaioli, ma secondo valutazioni internazionali, molto serie, la corruzione costa ai cittadini italiani 50 miliardi di Euro l'anno: la cifra corrisponde ai tagli di alcune finanziarie, che sono spesso molto dolorose per le nostre tasche. I corrotti difficilmente finiscono in carcere: qualcuno dice che la microcriminalità viene lasciata libera di agire per distrarre i cittadini dalla macro-criminalità, che li deruba in modo ben più consistente. Questa tesi è molto pericolosa e non basteranno i richiami di questa o quella autorità a ridare certezze nella gente: le ultime elezioni della regione Abruzzo hanno dimostrato che la sfiducia, espressa con un alto astensionismo, sta crescendo. La corruzione è bipartisan: riguarda i due schieramenti e non sarà la riforma della giustizia che ci libererà da tale malattia. La lontananza dei cittadini dallo Stato, che pare sempre più un feudo privato per molti, cresce sempre di più, come dimostra il successo della campagna del ministro Brunetta, fatta contro le basse rese della Pubblica Amministrazione. Chi parla male della politica, dei palazzi del potere, dei politici diventa popolare, conquista consensi. Si dice sempre che le istituzioni sono lontane dai cittadini, ma è pure vero che tutti noi sopportiamo ingiustizie palesi, chiudiamo un occhio per ogni favoritismo visto. La raccomandazione non si disdegna per un figlio disoccupato: tutti dobbiamo vivere e si tira a campare. Sì, c'è una cultura che favorisce la corruzione: non c'è quasi nulla di illegale per la maggior parte delle persone, ma l'arroganza di certi piccoli amministratori pubblici, di certi faccendieri vicini al potere, la sopportiamo per quieto vivere. Il pericolo che questa rassegnazione, accompagnata da atteggiamenti di anarchismo feroce senza sbocco, ci porti verso forme autoritarie, che per molti potrebbero essere il male minore: l'anti-politica, se non è seguita da riforme e un po' di giustizia, porta sempre verso soluzioni nefaste per la democrazia. I nostri politici onesti dovrebbero iniziare a pretendere di far funzionare gli organi di controllo sugli appalti e non chiudere gli occhi se a essere coinvolto in affari loschi è un personaggio del proprio schieramento. Inoltre c'è la caccia ai tesori nascosti dai corrotti: ci sono organismi internazionali specializzati in questi compiti e si potrebbero dimostrare molto efficienti nel recuperare i bottini celati pure all'estero. Anche se sarà solo una parte che ritornerà nelle casse delle amministrazioni comunali e pubbliche si darebbe fiato alla nostra economia in grave difficoltà. Non chiedo le impiccagioni pubbliche, ma almeno l'estromissione dei pubblici uffici dei colpevoli, sperando di ottenere sentenze definitive per almeno qualche colpevole. Pretendo troppo?Arduino RossiBrunetta e le pensionate del futuro.I piccoli delinquenti di periferia e non solo, crescono: era, sino a pochi anni fa, una caratteristica di alcuni Paesi con forte immigrazioni e parecchia emarginazione.I ragazzini violenti stanno arrivando pure da noi e le teorie sociologiche sono belle e pronte per impedire alla gente onesta di difendersi: i ragazzini più deboli, gli anziani soli, le donne sole rischiano sempre più e ai sociologi di turno questo non interessa.In genere, anzi sempre, loro vivono in quartieri ben protetti dalla polizia, che da noi è pubblica: un fatto che mi ha stupito sempre è la mancanza di delinquenza in zone ricche delle città, dove vivono i milionari in ville senza nome accanto al campanello del cancello.I gruppi di violenti scorrazzano invece proprio dove è loro concesso, tra la povera gente: si vede che per gli strizza cervelli nostrani, per i politici, specialmente di sinistra, essere poveri è una colpa su cui scaricare il marcio.Oppure si interessano di certi fenomeni come si studiano le scimmie, le formiche e i relativi comportamenti: dietro certi atteggiamenti esiste un grande razzismo che oso definire fascista, ma spesso è un fascismo di sinistra, il peggiore.Così i violenti possono agire, specialmente se minorenni e picchiano, rubano, violentano, ma poi sono prontamente perdonati da una giustizia fiacca, da un buon senso piccolo borghese, tanto piccolo.Le vittime stanno a subire e per loro ci sono teorie che li possono consolare.
Arduino Rossi

Fini, l'uomo giusto al momento giusto


Fini, l'uomo giusto al momento giusto.Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla conferenza per il settantesimo anniversario delle leggi razziali, del 1938, organizzata a Montecitorio non risparmia neppure la Chiesa Cattolica: "L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali. C'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione anti-ebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica".Non si limita quindi ad accusare il regime, ma va oltre: "...oggi fare seriamente i conti con l'infamia storica delle leggi razziali significa avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui dell'anima italiana Il che vuol dire sforzarsi di analizzare le cause che la resero possibile in un Paese profondamente cattolico e tradizionalmente ricco di sentimenti di umanità e di solidarietà......l'anima razzista che il fascismo rivelò pienamente nel 1938 ma che era comunque già presente nella esasperazione nazionalistica che caratterizzava il regime".Queste frasi hanno provocato reazioni ostili nell'ambito cattolico, da destra, ma anche qualche consenso da sinistra, dal PD: Fini quindi sorprende sempre con le sue affermazioni, che non si attendono da un uomo di destra, ma certamente sono congeniali e adeguate a una personalità politica di stampo europeo, a un leader moderno.Questo schierarsi con quelle forze ostili e critiche alla Chiesa, per la sua mancata denuncia dell'Olocausto, lo pone inevitabilmente al di sopra delle parti: Fini si è esposto troppo al centro, se non a sinistra e ha le carte in regola per conquistare il cuore moderato del Paese, per trattare con le opposizioni, per mostrarsi alla diplomazia internazionale in linea con le tendenze “più in voga”.Israele è in conflitto con il Vaticano per la questione di Pio XII: chiaramente le faccende antiche hanno risvolti nell'attualità.Il Vaticano cerca di mantenere buoni rapporti con i Paesi islamici, mentre Israele è molto vicino ai gruppi di potere filo americani, alla finanza e alla cultura laica: si vuole utilizzare la Storia per “indirizzare” il presente.Fini ha fatto la sua scelta?Fini è il delfino di Berlusconi nel Pdl?Certamente lo scontro tra laicisti e filo cattolici nella maggioranza potrebbe rimettere in discussione vecchie alleanze.Il dopo Berlusconi, che prima o poi arriverà, ci rivelerà delle sorprese?Già Bossi si è avvicinato al Pd per il federalismo, che non sboccia mai, nonostante le promesse.I giri di Valzer dei nostri politici si fanno interessanti: il potere comporta sempre cambiamento di scenario, di alleanze, è la democrazia.Certamente le parole di Gianfranco Fini, che vede nel fascismo il male assoluto, non saranno piaciute a quella destra ancora con qualche velleità, con nostalgie mal celate del passato.Avremo Fini Presidente della Repubblica, di una repubblica presidenziale alla francese?E' nota la simpatia dell'uomo politico verso il sistema presidenziale: la sua lunga marcia verso il centro del potere politico prosegue e non è da escludere il suo successo completo in futuro.C'è solo un piccolo dubbio, l'Italia non è come la Francia e neppure come gli Stati Uniti: qualcuno sostiene che siamo arcaici, poco laici, costretti a subire l'influenza del Vaticano.Abbiamo pure uno scarso sentimento nazionalista, c'è poco orgoglio di essere italiani, tranne quando gioca la Nazionale di calcio: soffriamo di esterofilia, non ci sentiamo rappresentati dai nostri uomini politici, eletti da noi.Temo che la lunga marcia di Fini e del suo partito, dal MSI ad Alleanza Nazionale, sino alla fusione con Forza Italia, per generare il Pdl, alla fine manderà in rotta di collisione le componenti trasformate con quelle solo truccate, ancora ferme ai vecchi ideali: noi italiani siamo da sempre conservatori e amiamo cambiare tutto per non mutare niente, come insegnò Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo romanzo “Il Gattopardo”.
Arduino Rossi